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[Intervista Mortiis I]


Intervista raccolta da Francesco "HWQ" Bucci

Francesco: Allora Mortiis, innanzitutto credo sia necessario far chiarezza su questo cambio di sound decisamente brusco, che ha visto la tua proposta mutare in maniera radicale.
Mortiis: "Non è la prima volta che mi trovo a rispondere a questa domanda, e di certo non sarà l'ultima. Quando ho avuto in mano il master definitivo di "The Smell of Rain", e l'ho ascoltato per la prima volta nella sua interezza, mi sono reso conto che alcune mie scelte sonore avrebbero fatto storcere il naso a più di un mio sostenitore. Fortunatamente non sono il tipo di persona che si lascia influenzare da questi argomenti… non mi fraintendere, io riservo il massimo rispetto ad ogni mio sostenitore, ma non scordare mai che io suono essenzialmente per me stesso. Sono l'unico in grado di criticare le mie scelte musicali, perché io so bene come sono nate. Una volta terminato il disco precedente a "The Smell Of Rain" mi sono ritrovato ad ascoltare qualche episodio della mia discografia. Beh, ho avuto una sensazione di noia, di eccessiva claustrofobia. Ho sentito il bisogno di uscire dall'oramai abusato schema che vedeva le mie composizioni basarsi quasi unicamente sulle tastiere. Così ho iniziato a comporre in un'ottica maggiormente aperta, senza pormi alcun limite e lasciandomi dirigere dalle sensazioni del momento, così è nato questo disco."
F: Ho notato, nel tuo nuovo sound, una fortissima influenza esercitata dall'Ebm. Cosa pensi di band come Vnv Nation e Apoptygma Berzerk?
M: "Per quanto riguarda gli Apoptygma, non sei il primo a farmi notare questa somiglianza, eppure, devi credermi, conosco veramente pochissimo di questa band… devo provvedere al più presto per colmare questa lacuna. Per quanto riguarda i Vnv Nation, invece, non posso esimermi dall'esprimere tutta la mia ammirazione per questa band. Oltretutto sono dei ragazzi veramente simpatici, ho avuto modo di fare la loro conoscenza ultimamente in Germania, e ne è scaturita una conversazione veramente interessante e coinvolgente, che ha messo a nudo molti punti di contatto fra la mia concezione della musica e la loro. In ogni caso l'ebm è un genere che mi piace, e parecchio, ma ad essere sincero l'ho scoperto veramente da poco. Le mie influenze principali vanno ritrovate nell'industrial più tetro, specialmente in band come gli Skinny Puppy e i Nine Inch Nails. Comunque cerco sempre di non farmi eccessivamente plasmare d ciò che sento; di norma preferisco creare avendo come fonte d'ispirazione me stesso."
F: Sei conscio che questo tuo cambiamento porterà molti dei tuo fan ad accusarti di una svolta commerciale?
M: "Come ti ho detto già prima, ne sono perfettamente a conoscenza, e sono disposto ad accettarli . So di aver compiuto un radicale cambio di sonorità, anche se per me non è stato così radicale, ovviamente, visto che questa decisione è maturata in me in maniera graduale. So anche che parecchi potrebbero non apprezzare questa mia decisione… beh, pazienza. Con "The Smell Of Rain" conto di conquistare una cerchia più ampia di sostenitori, sperando ovviamente che coloro i quali mi hanno portato fin dove sono non mi rinneghino. Queste canzoni sono quello che Mortiis è nel nuovo millennio, secondo me non si tratta di un discorso di maggiore o minore appetibilità al pubblico; io la chiamerei semplicemente evoluzione."
F: Per la prima volta nel repertorio di Mortiis appaiono anche strumenti come chitarre, una batteria elettronica ed anche svariati interventi vocali (anche se questa non è del tutto una novità). Possiamo quindi considerare Mortiis una vera band?
M: "Allo stato attuale direi di sì. Per le chitarre mi ha aiutato un mio amico, molto bravo, che di certo mi accompagnerà anche nella promozione dal vivo. Per quanto riguarda il discorso vocale, ho deciso di cimentarmi anche in veste di singer, coadiuvato dall'aiuto di ospiti veramente bravi e disponibili. Si, non posso negare che allo stato attuale Mortiis sia una vera e propria band, e non più il mio progetto solista."
F: Hai parlato di promozione dal vivo, che progetti ci sono per questo disco? Cambierai il tuo modo di porti in sede live?
M: "Per il momento i piani promozionali sono ancora alquanto confusi; credo che la Earache organizzerà qualche data, ed io mi sto preparando in questo senso con gli altri musicisti. E' ancora troppo presto per darti dati precisi, credo comunque che qualche gig in Germania sia praticamente certa. Per me il versante live ha una ritualità ed una sacralità del tutto particolare, con questo album comunque cambierò la mia attitudine. In passato, infatti, usavo andare sul palco accompagnato essenzialmente da alcuni filmati e da una base campionata in precedenza. Ora invece, avendo una band alle spalle, credo che mi porrò in una maniera meno eterea e più compatta, più "rock" insomma. Anche il mio look, aspetto a cui tengo, ha subito dei cambiamenti."
F: Si, l'ho notato anche io. Nei primi dischi sembri un vero e proprio folletto, mentre adesso la tua immagine risulta vicina a quanto proposto da Marylin Manson…
M: "Beh, non ho preso diretta ispirazione dal famigerato reverendo, di cui comunque apprezzo la proposta musicale e l'attitudine generale. Credo piuttosto che la mia sia una naturale evoluzione data dal fatto che oramai non ho più venti anni. Anche io guardo al futuro, e queste nuove tendenze mi hanno decisamente affascinato."
F: Questo tuo cambio di punti di vista ha coinvolto anche gli argomenti dei tuoi testi?
M: "Si, non si può vivere in eterno in un mondo di folletti. Troppo spesso questi argomenti, ora fin troppo inflazionati, vengono a coprire una drammatica carenza d'idee. Resto ancora affascinato da questi argomenti, ma ho deciso di correggere il tiro. "The Smell Of Rain" poggia su concezioni maggiormente personali, se vuoi anche criptiche. Ho guardato dentro di me e ho trovato un'ampia fonte d'ispirazione. Testi come "Parasite God", brano di cui stiamo preparando anche un video, mostrano Mortiis in un'altra ottica, lo so, ma credo sotto quest'aspetto la proposta possa risultare maggiormente interessante. Non mi piace ripetermi, l'ho già fatto troppo a lungo."

Un passato METALLICO.....
F: Essendo Metal It, come il nome stesso dice, una webzine essenzialmente "metal", non posso esimermi dal chiederti un parere sull'attuale scena, visto anche il tuo passato coinvolgimento in quella che si rivelò essere una delle più importanti band del movimento black metal, gli Emperor.
M: "(tace per qualche secondo)… guarda, preferisco non parlare di quel periodo. Ero molto piccolo ed altrettanto immaturo. C'è poco da dire sugli Emperor, mi cacciarono via, ebbi anche dei problemi per questo, e non ho intenzione di rispondere ad alcuna domanda che riguardi il black metal ed altre associazioni che tanto hanno infervorato la fantasia popolare qualche tempo fa. Non ascolto quasi più nulla che abbia a che fare col metal, non m'interessa più la musica estrema. Ho smesso di andare dietro a quella roba poco dopo la mia dipartita dagli Emperor: ho avuto la fortuna di incontrare generi musicali ben più stimolanti, forse anche troppo visto che per un certo periodo mi sono impegnato in troppi progetti perdendo forse di vista quello che è, e che sempre sarà, il punto focale della mia carriera musicale… Mortiis."
F: Ops, credo di aver fatto una gaffe, beh, poco male. Cosa puoi dirmi allora dei tuoi dischi incisi come Vondur e Fata Morgana. Darai un seguito a quei lavori? Come giudichi allo stato attuale la tua precedente discografia?
M: "Sarebbe come chiedere ad un padre cosa pensa dei suoi figli. Ogni mio lavoro è figlio del suo tempo, ne sono tuttora fiero di ognuno di loro, nonostante ora non sia più interessato ad ascoltarli. Non rimpiango nessuno dei miei dischi anche se, allo stato attuale, non suonerei in quella maniera. Per quanto riguarda i miei progetti, devo purtroppo comunicarti che nessuno di loro avrà un futuro. Come ti ho già detto, per troppo tempo ho frazionato a mia creatività in numerosi progetti. Ora come ora preferisco concentrarmi solamente sulla mia band principale."
F: Da cosa deriva il nome Mortiis? In latino, se non erro, si dovrebbe dire Mortis, che significato attribuisci quindi a questo pseudonimo? (ride)
M: "Non vorrei deludere te e chiunque si sia posto questa domanda, ma la soluzione è molto più banale di quanto tu possa immaginare: mi sono semplicemente sbagliato… avevo circa quattordici anni quando scelsi quel nome, e ne sbagliai lo spelling. Col passare del tempo, nonostante avessi scoperto l'errore, decisi di tenerlo perché credo che suoni molto bene e che oramai sia un po' il mio simbolo. E permettimi di ricordare che si pronuncia Mortiìs…"
F: Beh, dopo questo scoop non so proprio che dire. Ho visitato www.mortiis.com e ho notato, con un certo piacere, che non ti prendi troppo sul serio, a dispetto della tua immagine…
M: "Beh, non si può essere tristi e cupi 24 ore al giorno. Io di base sono una persona abbastanza misantropa, non mi piace molto la compagnia, ma quando mi trovo coinvolto non mi piace far pesare questo aspetto della mia personalità a chi mi circonda."
F: Che cosa pensi del fenomeno degli mp3? Pensi che sia un'ottima forma di promozione oppure una seria minaccia per le case discografiche e i musicisti?
M: "Come puoi immaginare Mortiis non è esattamente il tipo di musica più commerciale che tu possa trovare in giro. I problemi che toccano i metallica non sono assolutamente quelli che toccano la mia band, quindi ben vengano gli mp3, che intendo come una forma di promozione assolutamente egregia. Resta il fatto che non è giusto sottrarre i soldi agli artisti, che suonano, oltre che per loro piacere, anche per garantirsi il pane… probabilmente ci sarebbe bisogno di una maggiore disciplina… non saprei comunque, non mi sono mai soffermato a riflettere seriamente sul problema…"
F: Hai qualcosa da comunicare ai tuoi fan italiani?
M: "Si, spero che fra di voi ci siano molte donne perché le ragazze italiane sono le migliori… fatevi rapire da "The Smell Of Rain""


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