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[Intervista Nattefrost]

CARPATHIAN FOREST: Nattefrost

'Bel cappello, complimenti!'
'Grazie! Credo... ehm... credo si chiami colbacco. Sai, siamo reduci dalla Slovenia e lì fa molto freddo...'

Questo l'incipit della nostra lunga chiacchierata con Nattefrost, in occasione del concerto dei Carpathian Forest all'Alpheus di Roma. Il cantante norvegese si accomoda sul divano tenendo ben stretta in mano una bottiglia di vino bianco, che ogni tanto sorseggia, giusto per mantenere ad un certo livello la sua ebbrezza già debordante. Nonostante sia 'leggermente' ubriaco, Nattefrost partecipa al colloquio con coinvolgimento e disponibilità, dando prova di essere avvezzo ad un tale stato psico-fisico.

'Personalmente preferisco il vino rosso...'
'Il vino rosso è buono quando devi fare sesso. Allora sì che bevo vino rosso. Ma... ma... per il resto preferisco il bianco.'

Nattefrost è un personaggio dalla personalità alquanto peculiare. Questo lo si evince dalle sue espressioni artistiche come dalle sue performance on stage. Quello che stupisce è avere a che fare con lui in una situazione del tutto informale come questa. È davvero un tizio strano. Risponde di getto alle domande, solo per poi interrompersi improvvisamente, fermarsi per riprendere il filo del discorso e continuare a rispondere - non sempre in modo coerente. I suoi codici prossemici sono anche più stravaganti: continua a torturarsi il grosso taglio sanguinante che ha sul pollice, cerca il contatto fisico per esprimere il suo accordo con quanto hai detto, il tutto inframmezzato da un incessante tic per il quale porta velocemente una mano al volto e la sfrega su naso e bocca, come a nettarseli, inalando contemporaneamente aria con il naso. In continuazione.

Partiamo dal solito, ovvero dalla vostra ultima release, Skjend Hans Lik...

È un disco estremamente noioso. Sarebbe dovuto uscire ad un prezzo ridotto, e non capisco davvero come mai la label abbia deciso di farlo uscire a prezzo pieno [noi un'idea ce l'abbiamo... nda]. Non è stata colpa nostra. Il prossimo album, per fortuna, sarà totalmente diverso.

Sul disco in questione è stato riproposto anche il vostro primo demo, Bloodlust and Perversion, il cui sound sembra precorrere il grande trend del suicide black metal, quello doom/depressivo....

Sì sono d'accordo... anche il secondo demo, pieno di tastiere, ha influenzato parecchie band attuali. Ecco perché non capisco tutte le critiche per Defending the Throne of Evil: 'perché usate le keyboard, perchééééé'.... Cazzo, le abbiamo sempre usate!

Del resto siete sempre stati una band piuttosto particolare nel panorama black norvegese, con il vostro sound malato e pregno di oscure atmosfere.

La scena è piena di band i cui album sono pura velocità dall'inizio alla fine... lo trovo noioso, per me la musica è come le montagne russe... amo molto Miles Davis e John Coltrane, adoro il sassofono e per questo ho sperimentato le sue combinazioni con il black metal. D'altro canto, con l'altra mia band faccio musica più violenta, più thrashy.

Ah però... del resto il vostro essere atipici è stato palesato anche con la cover di 'A Forest'... non tutte le true evil black metal band si sarebbero azzardati a riproporre una canzone dei Cure...

Non mi interessa di niente e di nessuno. Quella è la musica con cui sono cresciuto, è tutt'ora impazzisco per i Cure. Come anche per i Bauhaus, i Killing Joke e tutto il dark anni Ottanta.

Attualmente però il vostro sound è cambiato in maniera sostanziale. Più grezzo, più rock, più primordiale e diretto... sembrate praticamente i Motorhead!

Assolutamente sì. Credo che molte band black metal abbiano dimenticato da dove vengono. I Venom e i Celtic Frost erano decisamente ispirati dal punk-rock e da band come Motorhead....

Per non parlare dei primissimi Darkthrone e Bathory...

Yeah! I Darkthrone erano totalmente nel punk-rock! Nocturno Culto e Fenriz sono miei amici da tempo e sono cresciuti con il rock. Anche io, del resto... sono un grande fan dei Rolling Stones!

Allora ci dobbiamo aspettare una cover di 'Satisfaction'?

Per ora faremo la cover di 'My Generation' degli Who! Ovviamente il testo parlerà di quella che è attualmente la mia generazione... generazione black metal, of course.

Possiamo ufficialmente dichiarare che sei open-minded ?

Diciamo che sono opend-minded in a narrow-minded way! [ride, nda]

Ok, allora possiamo dire che i Carpathian Forest stanno andando alla riscoperta delle vere origini del black metal... non dovremo più aspettarci altri cambiamenti a livello di sound, nel futuro?

No, no, assolutamente. Saremo sempre più diretti e rock.

Riguardo tuo progetto omonimo, hai già programmato un nuovo album?

Ho appena finito di registrare 2 album, contemporaneamente. Il primo uscirà in Aprile, con il titolo 'Terrorist', mentre il secondo è intitolato 'XXXX' [scusate ma davvero non ho capito. Il titolo è in Norvegese... nda], che significa 'La Fine del Mondo'.

Possiamo considerarla una trilogia (iniziata con Blood and Vomit)?

Sì... una trilogia che parla di distruzione...

È chiaro che c'era qualcosa che non funzionava nella line up dei Carpathian Forest... al Wacken 2003 c'è stato un episodio...

... quando ho vomitato? [mi interrompe, nda]

Non mi riferisco a quell'episodio di per sé. Ma al fatto che, una volta tornato on stage, tu ti sia riferito in termini poco amichevoli ai tuoi compagni...

In quel periodo eravamo davvero incazzati l'uno con l'altro. Ma quell'episodio a Wacken non è niente in confronto a quello che successe all'Inferno Festival nel 2002. Eravamo reduci dalle recording session ed eravamo letteralmente pronti ad ucciderci tra di noi. Non vivevamo nella stessa città, ma se così fosse stato, di sicuro non ci saremmo neanche rivolti la parola. In ogni caso, cercai in più di un'occasione di colpire i miei compagni con una bottiglia.

Questo anche perché sei sempre ubriaco!

Sì sì, senza dubbio... ma solitamente faccio anche uso di droghe. Ora di meno, perché ho avuto seri problemi con l'eroina... adesso ne sono uscito fuori, ma fumo ancora tanta erba. Qualche volta prendo anche degli acidi, ma assolutamente mai più eroina.

Suppongo che le droghe per te rappresentino anche un mezzo per comporre musica...

Sì, decisamente sì!!! Durante la composizione delle canzoni di Nattefrost [il gruppo ovviamente, nda] ero sistematicamente sotto l'effetto di droghe. 2 mesi fa, per gli ultimi 2 album di cui ti ho parlato prima, ho fatto uso continuo di droghe per più di 6 settimane. Mi hanno anche portato d'urgenza all'ospedale perché i miei polmoni hanno avuto un collasso.

Non hai paura di morire giovane?

No, niente affatto. Però ho paura di morire da stupido.

E non credi che morire a causa delle droghe sia decisamente da stupidi?

Io ho più paura di altre cose. Tipo di beccarmi un colpo in testa on stage come è successo a Dimebag Darrel. Trovo ridicolo tutti quelli che piangevano dicendo 'gnè gnè... è morto qualcuno'. No! Se non puoi reggere quello che fai, non farlo, cazzo! Non siamo i Manic Street Preachers o gli U2, questo è fottuto metal!

Ed è così pericoloso?

Deve esserlo.

C'è qualcuno nella scena che stimi particolarmente?

Fenriz! È lo Yoda del black metal! [qui sono caduto in terra per le risate, lo ammetto, nda]
No! No! È vero! Dico sul serio!!!! Non ridere! Dai davvero... devi bere almeno 6 birre per poter parlare con lui.

Da questo punto in poi, sono spiacente, ma quello che accade non è comunicabile in forma scritta. Praticamente, Nattefrost si produce in un'imitazione - vocale e gestuale - di Fenriz.

Fenriz può sembrare un idiota. Sta sempre lì a dire 'ghhh ghhhh amo Bathory', 'yehhh yehhhh grrrrrimnessss'. E se gli chiedi 'Ehi Fenriz! Vuoi venire a questo concerto?' lui urla 'NO! NO! NO! Leave me aloooone!'. A volte è proprio come un bambino, altre semplicemente ubriaco. Se gli fai una domanda, ok. Se gliene fai due, ti manda a fare in culo. E allora io mi comporto di conseguenza.

Pensi che Ferniz creda sinceramente nel black metal?

Sì, credo di sì.

E tu?

Anche io.

Cosa pensi di altri personaggi storici del black metal norvegese? Di Ishan degli Emperor, ad esempio.

[si incupisce, nda]. No. No. Lui non è black metal.

Dal momento che hai avuto più di un problema con i tuoi compagni di band, rimpiangi i tempi in cui eravate solo tu e Nordavind?

Per lungo tempo siamo stati amici strettissimi. Tutt'ora è uno dei miei migliori amici. Ma è una persona con cui è difficile avere a che fare. Non è una persona che parla molto...

Un po' asociale...

No, no, proprio fottutamente pazzo. Era dannatamente difficile essere in una band con lui. Come amico è ok, ma come bandmate assolutamente no. Questa attuale credo sia la migliore formazione con cui abbia mai suonato. C'è Tchort, ci sono altri elementi veramente satanici. Se Nordavind tornasse nei CF, di sicuro non si adatterebbe alla band.

Troppe persone?

No, non per questo... è che io non ce lo vorrei.

Adesso che sta facendo?

Ha un solo-project. Ha registrato un album che uscirà quest'anno... il nome del progetto è Maanelyst [almeno così ne fa lo spelling Nattefrost... nda]. Il sound è un come i vecchi Carpathian, e lui canta con uno stile che ricorda Attila Csihar. Mi piace parecchio.

Lascia che ti dica una cosa [così, senza alcun motivo, nda]: l'Italia è il miglior paese dove suonare.

Ammettilo, questo lo dici ovunque vai!

No, no, no. Dico sul serio. Amo davvero l'Italia.

E allora dimmi perché! E non rispondere 'buon cibo e belle donne'...

Quello che amo dell'Italia è il feeling, il modo di fare delle persone. Quando vado in vacanza, sono due le mie mete: la Transilvania e l'Italia. Non amo i luoghi di vacanza tutti spiaggia e mare... mi piace tantissimo Roma, visitarla per i suoi monumenti. Così come amo Budapest, per lo stesso motivo. Mi piace andare in posti che mi trasmettano qualcosa, che mi facciano sentire la loro storia. Sia che si tratti di natura (come la Transilvania) che di cultura (come l'Italia).

Credo che questo sia un ottimo modo di relazionarsi con la realtà. Perché non tratti di questo nei tuoi testi, invece di parlare sempre di satana e suicidio?

[si esalta, ride, mi stringe la mano, nda] Bella questione... davvero! Di solito nei testi parlo di merda personale. A volte cerco anche di essere più profondo, se poi le persone fraintendono quello che dico non sono problemi miei. Sono loro che devono interpretare, ma alla fine la mia visione è unica. Io ho solo il bisogno di esprimermi, non mi interessa essere compreso. Per me è come un diario [e intanto hai aggirato la domanda.... Nda].

Quindi ...
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