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ENVY

INVIDIA: Quel sentimento doloroso, figlio della frustrazione INVIDIA: That sentiment painful, son of frustration


Toscana Oggi Dal n. No Tuscany From Today 12 del 26 marzo 2006 12 of 26 March 2006

di Guglielmo Borghetti * By William Borghetti *

«Per cosa sono da meno di lui? "What are less than him? Per intelligenza? For intelligence? Per ricchezza interiore? For inner wealth? Per sensibilità? For sensitivity? Per forza? By force? Per importanza? To importance? Perché devo subire la sua superiorità?» Così s’interroga Nicolaj Kavalerov, protagonista del romanzo Invidia (1928) di Jurij Olesa, scrittore sovietico, meditando rancore sul suo nemico personale Babicev, che rappresenta ai suoi occhi un concentrato di negatività assolute. Why should I suffer its superiority? "So wonders Nicolaj Kavalerov, protagonist of the novel Invidia (1928) of Jurij Olesa, Soviet writer, meditating on his resentment enemy personnel Babicev, which in his eyes is a concentration of absolute negativity.

Come tutti i vizi capitali l’invidia è antica come l’uomo; a differenza della superbia, della gola della lussuria, l’invidia è forse l’unico vizio che non procura piacere; evidentemente le sue radici nascoste affondano nel nucleo profondo di noi stessi dove si raccoglie la nostra identità che per costituirsi e crescere ha bisogno del riconoscimento; quando questo manca, l’identità si fa più incerta, sbiadisce, si atrofizza ed entra in scena l’invidia che permette a chi è incapace di valorizzare se stesso una salvaguardia di sé nella demolizione dell’altro; oltre ad essere un vizio è un meccanismo di difesa, disperato tentativo maldestro di recuperare la fiducia e la stima di se stessi impedendo la caduta del proprio valore svalutando l’altro; questa è la strategia dell’invidioso: svalutare le persone percepite come «migliori» di sé non solo in pensieri e parole, ma anche danneggiando il malcapitato invidiato considerato colpevole di farsi apprezzare e stimare dagli altri più del dovuto, più di quanto non lo sia l’invidiante. Like all capital vices envy is as old as man; unlike pride, throat of lust, envy is perhaps the only defect Prosecutor not pleased, obviously its roots lie hidden deep in the core of us same where he collects our identity for consolidation and growth needs recognition; when it is missing, identity becomes more uncertain, fades, atrofizza and entered the scene envy that allows those who are unable to value himself a self-preservation of the demolition, in addition to being a vice is a defense mechanism, awkward desperate attempt to recover the confidence and self-esteem and prevent the collapse of its value svalutando other things, this is a strategy 'envious: devalue people perceived as "better" himself not only in thoughts and words, but also damaging the unfortunate envied guilty considered to be appreciated by others and estimate more than had more than it is the invidiante. Non confondiamo invidia e gelosia: la prima è risentimento verso qualcosa che qualcuno ha, ma che non mi appartiene; la seconda è la paura che qualcuno mi porti via ciò che già ho; l’invidia è figlia della frustrazione e di un senso di impossibilità a realizzarsi che si riflette in un odio distruttivo verso l’altro; l’invidioso «è un carnefice di se stesso» (S. Pier Crisologo) e di chi gli è vicino. Do not confuse envy and jealousy: the first is something that resentment towards someone, but not me, the second is the fear that someone me away what I already; envy is the daughter of frustration and a sense of inability to realized that is reflected in a destructive hatred towards others, the jealous "is an executioner of himself" (Saint Peter Chrysologus) and those close to him.

Nella società della competizione, del successo e della nuova ricchezza l’invidia cresce a dismisura, è proporzionale all’esibizione esagerata di pochi contro il disagio e la delusione di molti. In a society of competition, the success of new wealth and the envy grows in disproportionate, it is necessary to the exhibition exaggerated proportion of a few against the inconvenience and disappointment of many. Il sociologo Paolo De Nardis parla dell’invidia nel suo L’Invidia. The sociologist Paul De Nardis speaks dell'invidia in his The Invidia. Un rompicapo per le scienze sociali (2000) e avanza l’interrogativo se l’invidia non sia un peccato capitale della nostra società: così Helmut Schoeck nel suo L’invidia e la società (1974) dimostra che l’invidia è uno dei più importanti motori sociali sia nelle società comuniste, sia in quelle capitalistiche e c’è anche chi annota che l’invidia è stata considerata una pecca della democrazia già dal mondo greco, dalle Vespe di Aristofane fino alle acute analisi di Tocqueville. A mystery for the social sciences (2000) and makes the question whether envy is not a sin capital of our society: as Helmut Schoeck in his Envy and society (1974) shows that envy is one of the most important social engines in communist society, whether in capitalist and there are also those who note that envy was regarded as a defect of democracy from the Greek world, from Vespe of Aristophanes to the acute analysis of Tocqueville. In una società in cui tutti sono uguali ci si chiede perché tizio è più ricco o più famoso di me. In a society where everyone is equal, one wonders why guy is richer or more famous than me. Anche per F. For F. Nietzsche è tipico di tutti i movimenti egualitari - cristianesimo, socialismo, democrazia -, avere uno spirito gregario: il gregge si difende odiando e invidiando chi sta sopra e sostiene che l’inferno è un’invenzione dei cristiani che si trovano al fondo della classe sociale. Nietzsche is typical of all movements egualitari-Christianity, socialism, democracy, have a gregarious spirit: the flock is defends odiando and invidiando who is above and argues that hell is an invention of Christians who are at the bottom of the class social. Nelle società in cui la disuguaglianza è assunta come un dato naturale si è indotti ad accettare più facilmente la supremazia dell’altro e a tollerare il proprio limite. In society in which inequality is taken as a natural one is led to more easily accept the supremacy of and tolerate their limit. Mentre nelle società dove la disuguaglianza è ritenuta innaturale o prodotto dell’iniquità sociale, l’invidia veste i panni della virtù e si trasforma in istanza di giustizia. While in societies where inequality is considered unnatural or product dell'iniquità social envy as the clothes of virtue and becomes instance of justice.

L’invidia è un sentimento che non sopporta il limite naturale in forza di una pressione sociale, perché è la società a decidere il valore degli individui, e nella società contemporanea il criterio di decisione è il successo. Envy is a sentiment that does not bear the natural limit under social pressure because the company is to decide the value of individuals and society in the decision criterion is success. Il sentirsi limitati e impotenti ha un carattere costitutivamente relazionale nel senso che dipende dalle relazioni sociali attraverso cui passa il riconoscimento individuale; quando la società fa mancare il riconoscimento produce la metamorfosi dell’impotenza in invidia e aumenta al suo interno la circolazione di questo sentimento che impoverisce il mondo senza riuscire a valorizzare chi lo prova; è proprio questa la ragione per cui l’invidioso è costretto a nascondere il suo sentimento e a non lasciarlo mai trasparire perché altrimenti darebbe a vedere la sua impotenza, la sua inferiorità e la sua sofferenza. The limited feel powerless and has a constitutively relational character in the sense that depends on the social relationships through which pass individual recognition when the company is no recognition produces the metamorphosis impotence in envy and increases inside the movement of this feeling that impoverishes the world without being able to exploit those who test; this is the reason why the envious is forced to hide his feelings and not let it ever transpire because otherwise would see his impotence, his inferiority and his suffering.
L’invidia in questa prospettiva oltre un vizio capitale è un indotto sociale, e, fatta salva l’istanza di giustizia che può promuovere, è un sentimento «inutile» perché non approda alla valorizzazione di sé, «doloroso» perché rabbuia e impoverisce il mondo e per giunta è un sentimento da tenere «nascosto» senza neppure il conforto che può venire dal parlarne con qualcuno; pochissimi, infatti, parlano chiaramente e volentieri dell’invidia che provano: parlarne apertamente inibisce perché è come mettersi a nudo, svelare la parte più meschina e vulnerabile di sé; parlare della persona che si invidia e spiegare il perché significa parlare della parte più profonda di se stessi, delle aspirazioni e dei fallimenti personali, delle difficoltà e dei limiti che si trovano in noi stessi. The envy in this perspective over a defect induced capital is a social, and, without prejudice to the application of justice that may bring, is a "feeling useless" because it has shifted to self-enhancement, "painful" because rabbuia and impoverishes the moreover world and is a sentiment to keep "hidden" without even the comfort that can come from talk with someone; few, in fact, speak clearly and willingly dell'invidia trying: inhibits speak openly because it is like to get naked, disclosed the petty and most vulnerable of self; talk to the person you envy and explain why the talk means deepest part of themselves, the aspirations and personal bankruptcies, of the difficulties and limitations that are in ourselves.

Nel libro della Sapienza si ricorda che «la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo» (Sap. 2,24); il testo sacro collega il limite dell’umanità ad un peccato d’invidia e Satana è l’invidioso per eccellenza. In the Book of Wisdom please note that "death entered the world to envy of the devil" (Sap. 2.24), the sacred text connects to a limit of sin of envy and Satan is the jealous for excellence . Percorrendo la Sacra Scrittura emerge un filo sapienzale, da Caino a Saul che mostra come l’invidia nasca dalla grandezza dell’altro non accolta e diventata elemento di confronto e rivela un senso di sconfitta. Walking Sacred Scripture emerge a wire sapienzale, from Cain to Saul that shows how envy arises from the size of the accepted and not become an element of confrontation and reveals a sense of defeat. Chesterton dice che l’uomo che non è invidioso vede le rose più rosse degli altri, l’erba più verde e il sole ...


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