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M.I.B uomini in nero...

Essi comparirebbero senza preavviso, talvolta soli oppure in due, ma tradizionalmente in tre, alle case oppure nei luoghi di lavoro di taluni testimoni UFO e di ufologi o di loro collaboratori. Spesso la visita avviene a brevissima distanza dall’evento ufologico, a volte persino prima che i testimoni avvisino i mass media. Ciò sembra dimostrare che i MIB dispongano di canali riservati di accesso alle informazioni, attraverso i quali conoscono tutti i dettagli dell’accaduto nonché nomi e indirizzi delle persone coinvolte; sembrerebbero inoltre possedere su di loro più informazioni di quanto i normali estranei sarebbero in grado di conoscere.
I MIB vestono di norma abiti scuri irrealisticamente puliti e privi di spiegazzature (il cui tessuto a volte viene descritto dai testimoni come “fibroso” e “simile alla plastica”). Si tratta quasi sempre di uomini anche se rarissimamente è stata segnalata la presenza di una donna.
I loro volti sono spesso definiti “dai lineamenti vagamente stranieri” in genere orientali; in qualche caso si parla esplicitamente di occhi a mandorla. Il colore della pelle è a volte pallido quasi cadaverico, più spesso olivastro o scuro, come per una forte abbronzatura. Hanno un’espressione fissa, non sorridono mai, non mostrano emozioni. I loro movimenti appaiono rigidi ed impacciati. I MIB parlerebbero in modo molto particolare: con tono cantilenante, lamentoso, stranamente rallentato o a scatti. Nel corso del colloquio pongono una serie di domande a volte bizzarre o incoerenti. Si mostrano comunque sempre molto informati sulla persona con cui stanno parlando, e delle circostanze del suo coinvolgimento nell’evento ufologico. La loro sinistra visita si conclude quasi invariabilmente con la raccomandazione di non parlare a nessuno dell’evento (se si tratta di un testimone) o di interrompere ogni indagine se si tratta di un ricercatore.
Essi inoltre sembrano prediligere l’uso di Cadillac nere o altre grandi berline di colore comunque scuro. Alcuni MIB sono completamente glabri o con i capelli cortissimi, a spazzola, come se stessero ricrescendo dopo essere stati tagliati di recente, di solito sembra che abbiano tratti asiatici.
A volte alcuni testimoni hanno descritto un curioso particolare relativo alle scarpe calzate dagli uomini in nero : esse avevano la suola di gomma e insolitamente spessa. Si parla dei MIB anche nella tradizione popolare. Lo studioso americano di folklore Peter Rojcewicz ha rilevato numerose analogie tra gli Uomini in Nero e l’antica figura del Diavolo. Ad esempio, i MIB posseggono una natura molto simile a quella della figura mitologica del Trickster (“l’Ingannatore”, “il Burlone”). Sia la presunta onniscienza dei MIB che le coincidenze nelle loro apparizioni trovano correlazioni anche nel contesto della tradizione diabolica.
CASO HOPKINS
Uno dei casi più eclatanti relativi ai MIB si verificò nel 1976 ed ebbe come protagonista principale il dott. Herbert Hopkins, un medico di 58 anni. Egli era stato coinvolto nelle indagini condotte dalla polizia su un caso di presunto rapimento con teletrasporto da parte di un UFO nel Maine. Il suo compito consisteva nel sottoporre a perizia psichiatrica il principale testimone dell’evento per verificarne la credibilità. Un pomeriggio, mentre era solo in casa, ricevette una telefonata da parte di qualcuno che si qualificò come il vice- presidente di un’associazione ufologica del New Jersey, il quale chiese di vederlo per discutere alcuni dettagli del caso in questione. Hopkins accettò di incontrarlo e lo invitò a casa. Si recò sul retro della sua abitazione per accendere le luci del cortile, in modo che il suo ospite potesse parcheggiarvi l’auto, ma non appena aprì la porta notò qualcuno che stava salendo le scale. “non c’era alcuna automobile”, raccontò in seguito il dott. Hopkins, “e la cosa mi stupì non poco, perché la cabina telefonica più vicina era ad una distanza che certo non poteva essere percorsa a piedi in così poco tempo”.
Comunque il medico accolse il suo ospite senza particolare apprensione. Lo strano individuo indossava un abito nero, con cappello, cravatta e scarpe anch’esse nere che contrastavano con una camicia candida. “Sembrava un impresario di pompe funebri” ebbe a dichiarare in seguito Hopkins. I vestiti erano immacolati senza la minima piegatura; indossava inoltre guanti grigio tortora. Quando l’uomo si tolse il cappello, il dottore notò che era completamente calvo e non aveva neppure ciglia e sopracciglia. La pelle era bianchissima con le labbra di uno strano rosso scarlatto. Nel corso della conversazione Hopkins notò un ulteriore particolare inquietante : l’uomo sembrava avere le labbra ricoperte di rossetto! La discussione fra i due fu alquanto banale ma ad un certo punto del colloquio lo strano ospite invitò il dottore di mostragli una delle due monete che aveva in tasca. Chiedendosi come facesse a conoscere questo particolare il medicò obbedì, e l’uomo gli disse di tenere la moneta nel palmo della mano e di fissarla intensamente. A poco a poco la moneta sembrò prendere fuoco e così la mano e tutto il resto; quando si riebbe, Hopkins si accorse di avere il palmo vuoto. “Nessuno vedrà mai più quella moneta” disse l’uomo vestito di nero. Il dottore notò che la sua voce pareva stranamente rallentata. Poi si alzò in piedi con fare esitante dicendo: “la mia energia si sta esaurendo. Devo andare. Arrivederci”. Si avvicinò quindi alla porta a passo lento, uscì, discese i gradini ad uno ad uno e si allontanò nel buio. Dopo un po’ dalla finestra Hopkins vide scivolare sulla strada una luce azzurrastra, all’altezza dei fanali di un’automobile ma diversa di colore e molto più intensa.
iù tardi il medico esaminò la strada alla luce di una torcia elettrica e vide al centro della carreggiata delle strane tracce, molto diverse da quelle delle gomme di un’auto : sembrava che una slitta vi fosse stata trascinata sopra per un certo tratto. Il mattino seguente le tracce erano inesplicabilmente scomparse.
La strana vicenda sembrò turbare molto il dott. Hopkins il quale rinunciò alla consulenza sul caso, troncò ogni indagine e cancellò tutti nastri con i colloqui avuti col testimone.
In seguito strani incidenti avvennero in casa del medico: luci e suoni improvvisi, interruzioni del funzionamento degli elettrodomestici, e soprattutto strane interferenze nel telefono. Hopkins pensò che dovesse esserci un collegamento con la visita da lui ricevuta ma non riuscì a capire quale e non vide mai più l’uomo vestito di nero. Naturalmente l’organizzazione ufologica da questi citata risultò inesistente.
Il caso appena descritto è uno dei più particolareggiati ed attendibili sugli uomini in nero, attesa anche la credibilità della persona coinvolta.
I Mib sembrano essere i responsabili di molte morti misteriosi come ad esempio quella di una
donna che dichiarò a Hollanda che stava addormentando suo figlio, in camera sua, quando aveva visto il tetto diventare rosso, mentre la temperatura era aumentata a dismisura. Poi il soffitto era diventato trasparente, come fosse di vetro, tanto che poteva vedere le stelle, e una luce verde intensa l'aveva investita. La donna al’improvviso si sent stanchissima ed un raggio rosso l'aveva colpita su un seno. Tutti i rapporti sulle indagini furono inviati al comando dell'aviazione militare brasiliana di Brasilia. Immediatamente, l'Operazione Piatto fu coperta dal top-secret militare. Intervistato da Bob Pratt, Hollanda affermò di aver ricevuto ordini specifici, secondo i quali la cosa non andava divulgata. Il 2 ottobre 1997, l'uomo fu trovato impiccato nella sua casa. Aveva 57 anni. Tutte le prove puntano in direzione del suicidio, ma molte cose non tornano. Fino a quando era in carica si era tappato la bocca, ma poi aveva iniziato a parlare, rivelando con la sua testimonianza di prima mano quello che i governi mondiali continuano a negare.
CASO HEFLIN
Il caso che destò più clamore fu il caso avvenuto il 3 agosto 1965. Protagonista un ex poliziotto, Rex Heflin. Heflin raccontò che, dopo la pubblicazione delle sue foto di un disco volante, su un giornale locale, ricevette la visita di un ufficiale dei servizi di intelligence del NORAD (il comando strategico della difesa aerea americana), che si fece consegnare i positivi Polaroid di prima generazione. Quando Heflin chiese al NORAD la restituzione delle sue foto, gli venne risposto che quell’ente non si occupava di UFO. Ma nei primi giorni del 1967 Heflin ricevette una nuova visita: due ufficiali in uniforme dell’USAF scesi da una macchina scura dal cui interno proveniva una strana luce violetta, che lo interrogarono sul suo avvistamento facendogli anche strane domande sul triangolo delle Bermuda, con atteggiamento misterioso. Forte dell’esperienza col sedicente inviato del NORAD, Heflin si fece dare nome e grado di entrambi gli ufficiali, ma quando venne chiesto all’USAF, risultò che entrambi erano del tutto sconosciuti.
Le successive lamentele di Heflin portarono ad una sorta di riconoscimento ufficiale dell’esistenza dei MIB da parte del governo americano. Alla fine di gennaio del ’67 il colonnello George Freeman, portavoce del Pentagono per il Progetto Blue Book, ammise infatti in un’intervista che misteriosi personaggi che indossavano uniformi dell’Aeronautica militare o esibivano documenti identificativi di enti governativi hanno messo a tacere testimoni UFO. Abbiamo controllato un certo numero di questi casi, e questi personaggi non hanno assolutamente nulla a che fare con l’Air Force. Presentandosi come ufficiali dell’Air Force o di altri enti pubblici, commettono un reato federale. Indubbiamente ci piacerebbe prenderne uno.
Poche settimane dopo, il primo marzo 1967, il Quartier Generale dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti diramò una circolare per informare tutti i centri di comando dei servizi segreti dell’esistenza di tali impostori che si qualificavano come ufficiali militari per condurre un’attività intimidatoria nei confronti di testimoni UFO, ordinando inoltre che tutto il personale militare e civile, ed in particolare gli ufficiali delle pubbliche relazioni e quelli che indagano casi UFO, che vengano a sapere di tali storie, devono notificarle immediatamente all’Ufficio Indagini Speciali più vicino e menzionando proprio (senza nominarlo espressamente) il caso delle foto sottratte a Heflin.
CASO DHAL
Il primo caso di una segnalazione di un agente M.I.B. avviene il 21 giugno del 1947, tre giorni prima l'avvistamento di Kenneth Arnold che diete il via all'ufologia. Harold Dhal, insieme a suo figlio, degli amici ed il suo cane, si trovavano a pescare in un lago ghiacciato, quando furono tutti testimoni dell'avvistamento del passaggio di ben 5 UFO, scesi da una nube. I 5 UFO andarono a soccorrere il sesto UFO rimasto incastrato a ...
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