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Sulle tracce degli eroi NeW

EXTRATERRESTRI NELLE SAGHE TIROLESI
Mondo fantastico e genuino quello del Nord Europa, raccontato dalle saghe che numerose caratterizzavano questi territori. Non possiamo non riconoscerne l’originalità e la bellezza; un tipo di letteratura intessuta con lo spirito dei racconti e delle tradizioni più sacre di questi popoli. Spunto prima di quel movimento romantico del XIX sec. e poi di quella letteratura e cinematografia fantasy tanto cara agli appassionati di tempi mitici e di magia. È il mondo germanico che in primis ha queste caratteristiche appena elencate. Gnomi, elfi, fate, draghi, anelli fatati, castelli incantati, principi e principesse, regni perduti, spade magiche, guerrieri dalla forza sovraumana, troll, streghe e stregoni costituiscono il patrimonio più antico di queste terre. Basterà sfogliare qualsiasi manuale di Filologia Germanica e Scandinava per rendersi conto di come questi popoli si riconoscano in elementi folklorici precisi, in una nota tipicamente nordica. Il Tirolo, la nota zona comprendente parte dell’Austria meridionale (nord Tirol) e parte dell’Italia settentrionale (Alto Adige o sud Tirol), è inserita al pieno nella tradizione folk lorica tedesca e quindi in un certo senso il tipo di letteratura, i canti, i balli e il folklore sono gli stessi di quelli della Germania nonché della vicina Svizzera tedesca.
Cosa può avere di misterioso lo studio della demologia e della letteratura locale, vecchia almeno di qualche secolo, tale da incuriosire noi cacciatori del mistero? Secondo gli studiosi, la mitologia e il folklore di un certo periodo storico sono preziose perle che racchiudono dei precisi segnali, forse provenienti da altri mondi. Il folklore di questa piccola zona di mondo non fa eccezione e dietro alle leggende tipiche che vede protagonisti taglialegna, fate, streghe, elfi e quanto altro ci potrebbero essere troviamo indizi che suggeriscono un'interpretazione "spaziale". Le saghe del XIX sec. raccontano del ritrovamento, in uno dei numerosi boschi del Tirolo, di misteriosi cerchi attribuiti alle fate. Parliamo dei famosi fairy circels che, si dice, siano eseguiti da misteriosi esseri allo spuntare della luna piena. Le già citate fate, le streghe e gli orchi sarebbero i responsabili di questi cerchi reputati da alcuni magici. In molti sono convinti che questi esseri siano extraterrestri giunti in qualche modo sulla Terra in un preciso momento oppure entità spaziali residenti da millenni su queste terre e entrati a far parte del folklore per la loro capacità di aiutare o danneggiare uomini. Protagonisti quindi non soltanto del folklore tirolese ma anche delle favole delle numerose vallate e provincie della vicina Svizzera e Germania nonché degli stessi paesi di lingua scandinava e celtico–anglosassone. Potremmo stabilire un parallelismo anche con le famose ninfe mediterranee anch'esse residenti nei boschi o presso le fonti, aiutando, anche loro, gli umani come nel caso di Numa Pompilio. Orchi, streghe, fate e ninfe potrebbero essere stati esseri di altri pianeti giunti sul nostro in seguito a uno sbarco di fortuna?Tornando alle nostre saghe tirolesi è possibile tuttavia riconoscere, secondo alcuni ufologi, dietro ai nomi di orchi, fate e streghe in realtà astronavi avanzate che si presero la briga di creare questi cerchi misteriosi: qualche analogia con i cerchi nel grano? Sicuro, e diverse cronache di viandanti notturni asseriscono di aver notato fuochi misteriosi proprio nelle vicinanze di questi cerchi, scoperti l’indomani al manifestarsi di questi fenomeni. Nella Valle dell’Inn, dove i racconti di misteriosi cerchi abbondano, si narra dell’Alber come di una scopa volante responsabile della creazione di questi cerchi. Sarebbe opera di streghe o di altri esseri misteriosi, che non è escluso che possano essere stati i diretti responsabili della creazione dei cerchi, se un racconto della valle del ’Inn non ci riportasse di un rapimento di un sarto da parte dell’Alber. Questo Alber potrebbe essere identificato come un'astronave responsabile della scomparsa dello sfortunato uomo? Potremmo anche pensare a un ufo sigariforme visto che l’Alber è descritto proprio come una scopa volante o fiammeggiante. La figura dell’orco responsabile della sparizione di bambini e di uomini potrebbe essere interpretata come un'astronave che nel Tirolo del XIX sec. o anche del XV o XVI sec. effettuava abductions; infatti, alcuni viaggiatori ma anche falegnami e taglialegna delle stesse epoche citate asseriscono, durante visioni di questi presunti esseri, che l’orco aveva capacita di tramutarsi in sfera.
Al di là della possibile lettura di un orco come di un’astronave potremmo benissimo pensare agli orchi come dei veri e proprio esseri maligni giunti dallo spazio e rifugiatisi nel Tirolo divenendo esseri spietati, viste le privazioni che potrebbero aver subito una volta giunti su questo pianeta. I racconti delle nonne delle provincie tirolesi poi parlano di misteriosi nani grigi, classificati da alcuni come spiriti alpestri, che si manifestano all’improvviso nelle case dei contadini e dei taglialegna. Si racconta che avessero la capacità di congelare le persone, di sparire nel nulla etc. Molti identificano i nani grigi negli alieni alfa, ovvero nei noti "grigi", i quali sono stati descritti in possesso di capacità misteriose come quello di creare dei veri e propri bagliori di fuoco o sfere di luce dal nulla.
Le manifestazioni di esseri ignoti nelle case degli uomini non solo hanno un forte parallelismo con altri racconti dello stesso tipo, comuni nell’Europa rurale dei primi secoli del Cristianesimo, di quella medioevale e moderna, ma anche con i numerosi casi di manifestazioni di demoni tipici del mondo mediterraneo ed islamico. Molti sono arrivati alla conclusione che questi esseri siano in realtà creature aliene che da secoli si divertono con l’uomo sia mediante le apparizioni mariane, di Gesù o dei santi, di angeli e sfere luminose (tipiche apparizioni del mondo cristiano mediterraneo) sia chiedendo loro rapporti di natura erotica, penetrando di notte nelle case di campagna o di provincia.
Numerose leggende delle Alpi Orientali raccontano poi di draghi e di basilischi come creature abitanti nelle foreste e il più delle volte affrontati e sconfitti da eroi aventi anche loro caratteristiche soprannaturali. L’arte tirolese del XIV sec. ritrae spesso questi eroi in procinto di battersi con i draghi, abilmente santificati visto l’opera compiuta. Vi è così il mito di San Giorgio che sconfigge il drago, di San Michele o di altri santi che si incaricarono di eliminare il male in quella zona; il drago è visto come il diavolo e l’eroe, come il santo, incarnazione di Dio, che domina il male e lo abbatte: una vera e propria opera di santificazione della leggenda in puro stile medioevale visto che tutto ciò che recava danno in quell’epoca era attribuito al maligno. Non ci limitiamo soltanto ai draghi; si racconta infatti dei bis serpenti alati, dotati di veleno, e degli aspi, esseri a metà tra le salamandre e i pipistrelli, che erano soliti infestare la zona di Trento durante il Medioevo. Questa è una zona geo-culturale non troppo lontana dal Tirolo.
Ma chi erano questi esseri? Forse l'averli concepiti era solo un modo per spiegare certi fenomeni naturali oppure si trattava di qualche tipologia d’animale chissà come sopravvissuta ai secoli e ancora residente in quelle zone. Viene da pensare tuttavia a qualche razza aliena chissà come capitata nelle Alpi. Del resto, la Val Camonica, non poi così distante, ci proietta verso un passato dove misteriose genti del cosmo erano protagoniste della vita di quei tempi.
Un più interessante caso è quello riferito a un misterioso uomo selvatico che si dice vivesse nelle foreste di queste zone come un animale coperto di peli e con una lunga barba. Molti sono convinti che si tratti di antichi individui montanari vissuti in solitudine per secoli tali da rimanere a uno stato paleolitico; c’è chi invece crede che si trattasse di un presunto naufrago spaziale capitato per caso nel Tirolo e chi ancora un’incarnazione di un presunto spirito rappresentante i pericoli della foresta, che numerosi cavalieri, come il celebre Ivano, avrebbero dovuto affrontare passando per le foreste del nord. Nel racconto, il cavaliere affronta un determinato percorso simbolico che lo porta alla maturazione e l’uomo selvatico, che rappresenta la sua voce interiore, gli appare e lo consiglia sul da farsi.
Chi erano questi uomini? Spiriti, saggi della foresta oppure alieni dall’aspetto umano e conoscitori del nostro mondo, tali da mettere in guardia i giovani sventurati? Forse non lo sapremo mai e come nel miglior stile del folklore nordico anche in queste zone si narra di giganti buoni che vissero sulla Terra al riparo da occhi indiscreti. Le tradizioni del Tirolo e delle Carinzia, nonché delle Alpi Orientali, sono ricche di racconti concernenti questi uomini colossali residenti nei luoghi più profondi delle foreste. Questi non erano tuttavia cattivi tanto che si racconta del loro aiuto nel costruire numerose chiese ed abbazie. Se ne parlava nei boschi di San Candido, dove un gigante di nome Aunoldo vi avrebbe trovato asilo e avrebbe poi aiutato i monaci locali a innalzare proprio un’abbazia. Alla sua morte, alcune spoglie furono riposte nella Chiesa tanto che oggi si può ancora ammirare un femore custodito.
Che dire poi di presunte battaglie di giganti combattute al Nord? Si narra infatti di Aimone, un gigante che abitava la valle del Reno, che si scontrò con Tirso un suo simile, abitante la valle dell’Inn (dove sono apparsi numerosi ufo conosciuti come Alber) uccidendolo. L’assassinio non andò giù al popolo locale che gli chiese di riparare uccidendo un mostro, e con abilità e coraggio il gigante ebbe anche la meglio su di lui. Il racconto termina poi con il gigante che aiuta i monaci a costruire l’abbazia di Wilten, risalente al XVII sec., tempo in cui la saga avrebbe preso piede, e l’aiuto fu tanto apprezzato che i monaci dedicarono due incisioni ai memoriali giganti che lottarono tra di loro. Giganti nel Tirolo e nelle Alpi Orientali? Le cronache sembrano fedeli, sta a noi crederci o meno.
Extraterrestri, giganti e altri esseri fantastici nel Tirolo, divenuti con il tempo protagonisti di fiabe, ballate e racconti? Gli indizi forniti ce lo farebbero sospettare tranquillamente anche se la verità difficilmente viene a galla.
UOMINI STRAORDINARI NELLE SAGHE DEL NORD
Nella ricerca di altri segnali spaziali del Nord Europa spostiamoci dal Tirolo verso la Germania dove vi è un panorama folklorico tipicamente rurale e provinciale, non molto diverso dal paese appena descritto. Tutti gli esseri citati con numerose varianti sono protagonisti dei racconti tedeschi.
Ancora più che nel Tirolo i popoli germanici hanno sviluppato un tipo di civiltà che concerneva divinità antropomorfe in possesso di poteri straordinari. Le loro caratteristiche anatomiche hanno forti parallelismi con divinità chiare dei racconti di tutto il mondo, il che ha fatto pensare, visto il costante riferimento ai presunti Pleiadiani, a una possibile origine aliena degli dèi del pantheon tedesco.
Sebbene questo mito di un'origine della razza germanica da presunti extraterrestri biondi abbia alimentato in passato teorie politiche non belle, certe caratteristiche di questi dèi così simili a quelli dei presunti Pleiadiani hanno fatto sì che si pensasse a una loro ...
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