peperonity.net
Welcome, guest. You are not logged in.
Log in or join for free!
 
Stay logged in
Forgot login details?

Login
Stay logged in

For free!
Get started!

Text page


feetsto.peperonity.net

Settimana in danimarca

Qualche anno fa la mia Padrona ed io siamo andati nello Jutland, in Danimarca, avevamo saputo che in estate il gruppo "Sisc", un club S/M molto conosciuto nel nord Europa, organizzava delle settimane S/M in un campo, perfettamente legale, che si trova appunto da quelle parti.
Ci siamo informati meglio, appurato che poteva essere una esperienza interessante, abbiamo prenotato per la settimana internazionale.
Il campo funziona dalla metà di luglio fino a tutto agosto, si divide in settimane, cioè una settimana dedicata ai tedeschi una settimana dedicata ai paesi nordici, una settimana internazionale, poi c’erano anche le settimane dedicate ai gay e alle lesbiche con tendenze S/M. Abbiamo pensato che la più indicata fosse quella internazionale e al solito, ci siamo avventurati, pur non sapendo esattamente cosa avremmo trovato.
Uno schiavo è venuto a prenderci in un piccolo aeroporto e ci ha portati nel campo. In aperta campagna, il posto era molto bello, seppure le strutture non erano certo da hotel 4 stelle, in quanto, tutto ciò che vedevamo, era il frutto di lavoro di volontariato. Si trattava praticamente di una vecchia cascina di campagna, ristrutturata con il lavoro volontario di diversi soci del club, i quali avevano dedicato parte importante del loro tempo libero per quello scopo. Credo comunque che una descrizione del posto può servire a capire meglio l’ambiente dove ci si trovava.
Quattro strutture grandi posizionate a quadrato circondavano un ampio cortile interno, in una struttura c’erano le stalle ora adibite a camerate per dormire, in una altra struttura in parte si dormiva e in parte si faceva da mangiare, si lavava si stirava e insomma tutte quelle cose di cui ha bisogno un campo per funzionare, un’altra era adibita a sala mensa, dove ci si riuniva tutti alla sera per la cena, infine l’ultima era quella dove si trovavano le stanzette particolari per capirci quelle dove diverse coppie andavano a sfogare i propri "istinti" e in più, un piccolo laboratorio artigianale dove chi ne era capace si poteva fare tutti gli strumenti di cuoio e di pelle che voleva.
La sera dell’arrivo e quindi di inizio della settimana internazionale, a cena, ognuno si doveva presentare; eravamo circa 40 partecipanti, orientativamente c’erano 25 maschi e 15 donne. Dei maschi due terzi erano schiavi e un terzo Padroni, mentre per le donne il rapporto cambiava almeno 10 erano Padrone e le rimanenti schiave.
Ciascuno di noi si doveva presentare durante la prima cena, spiegare chi sei da dove vieni le tue caratteristiche S/M e le tue preferenze. Io convinsi Victorine a presentarmi (lei parlava per me visto il somaro che sono in inglese) come suo accompagnatore e non come schiavo, questa scelta fu dettata dal fatto che prima volevo capire, ma anche, se devo essere sincero, perché non c’erano Padrone che mi attraevano molto, almeno fisicamente, insomma avrei valutato in corso d’opera.
All’atto delle presentazioni Victorine spiegò le sue esigenze, quali caratteristiche dovevano avere gli schiavi per potere essere al suo servizio e che di loro non gliene importava assolutamente nulla come persone, ma che al contrario invece fossero molto obbedienti e devoti come schiavi. Uno spilungone norvegese di nome Erik si prenotò subito come toilette battendo alcuni altri sul tempo. In effetti Erik fu l’unica toilette mattiniera (per la roba importante) di Victorine per quella settimana.
Nonostante non facevo nulla, anzi per la verità, facevamo l’amore spesso con Vic, con uno schiavo sempre pronto a leccarla mentre lo facevamo, ma nel senso che non facevo nulla come schiavo, tuttavia fu davvero piacevole passare quella settimana assolutamente privi di inibizioni. Si poteva fare ciò che si voleva, si poteva andare in giro nudi, c’erano quelli che fottevano alla grande all’aperto, davanti a tutti che li applaudivano per la resistenza, ogni tanto si sentivano grida atroci provenire dalle stanzette particolari, ma si giocava anche all’aperto senza problemi. La mia Padrona era raggiante era sempre circondata da un nugolo di schiavi pronti a servirla, le altre Padrone purtroppo preferivano giocare quasi sempre con il loro schiavo personale(quindi anche un mio ripensamento non avrebbe prodotto effetti). Era bello vederla così contenta, si divertiva molto, se per esempio stavamo discutendo con altri, all’aperto nel cortile dove c’erano delle panche con relativo tavolo (per intenderci quelli che si trovano nei parchi per il pic nic) lei non di rado chiamava uno degli schiavi che le ronzavano attorno lo faceva sdraiare sulla panca e lei si sedeva sopra sul petto e continuava la discussione come se nulla fosse.
La sera dopo cena, si giocava di più, c’era una stanza dietro la sala mensa molto ben attrezzata e molto spaziosa. Dopo aver bevuto parlato e scherzato, Victorine sceglieva uno degli schiavi e si andava nella stanza, dove tra l’altro c’erano già altri che giocavano. Li picchiava con le mani e con il frustino, li cavalcava fino a farli scoppiare a terra, li derideva, li calpestava gli sputava in bocca e infine gli orinava sempre in bocca facendogliela bere. Qualche volta si facevano più round, nel senso che smetteva con uno schiavo, poi si andava a bere qualcosa nella sala mensa e poi si ritornava alla carica con uno schiavo diverso. La serata finiva sempre con l’ultimo schiavo usato che ci seguiva nel posto dove dormivamo e come si diceva, lo usavamo come cuscino, lei si sedeva sopra la faccia, si sdraiava su di lui e lì la prendevo. La eccita sentire i lamenti e i mormorii degli schiavi mentre fa l’amore su di loro. Infine si faceva ripulire e lo mandava via.
Il venerdì pomeriggio, arrivò una bionda Signora, un po’ in carne, formosa ma non grassa. Aveva un viso bellissimo più o meno sui 35 anni. Era una delle organizzatrici il gruppo "sisc". In genere rimaneva lì tutto il mese e mezzo dell’apertura del Campo, ma purtroppo proprio la settimana in cui c’eravamo noi era impegnata. Era una Padrona danese alta 1,75, biondissima,, con i capelli lunghi e lisci, con ovale perfetto del viso, occhi azzurri nasino all’insù e labbra carnose, ma ripeto un po’ in sovrappeso.
Lei è Vic familiarizzarono subito, si misero a parlare fuori, nello spazio antistante le strutture, Mia moglie non volle che mi sedessi accanto a loro, rimasi in piedi fino a quando però chiamò uno degli schiavi che ronzava lì attorno, lo fece stendere sulla panca e si sedette su di lui. A quel punto la danese mi fece segno col ditino e fece stendere anche me sull’altra panca dove c’era lei seduta e si sedette sul mio petto.
Eravamo circondati da altri schiavi che ronzavano lì come zanzare e per la verità anche qualche coppia si avvicinò per partecipare alla discussione, ma senza prendere posto. Ogni tanto uno degli schiavi disimpegnati veniva mandato a prendere qualcosa da bere alle Signore le quali comodamente sedute non si spostarono per un paio d’ore.
Arrivò l’ora della cena, ci sedemmo a tavola normalmente, Vic e Linda si misero vicine, naturalmente anche io stavo vicino a loro anche se non capivo nulla di quello che dicevano, comunque il feeling c’era e si vedeva. Le mani che si incrociavano e qualche bacino sulle labbra ne erano la testimonianza.
Il dopo cena si movimentò davvero; finalmente Vic aveva trovato una patner.
Andammo nella stanza dei giochi, quella dietro la sala mensa, le due donne avevano scelto a caso due schiavi, oltre a me naturalmente. Uno dei due fu legato alla croce, mentre l’altro fu legato agli anelli, io fui fatto sdraiare sulla panca rivestita di cuoio e lì legato strettamente.
Le due padrone cominciarono a girare attorno agli schiavi, li accarezzavano, avevano però in mano un frustino, facevano finta di colpirli, loro chiudevano gli occhi ma il colpo non arrivava e così venivano derisi. Avevamo diversi spettatori, c’erano due coppie che giocando per i fatti loro, praticavano fisting estremo ma l’attenzione maggiore era rivolta verso il nostro quadro. Il via fu dato da Linda, colpì con violenza lo schiavo degli anelli, Vic ne seguì l’esempio e colpì lo stesso schiavo con altrettanta forza, si fermarono e si baciarono lì davanti ai suoi occhi. Cominciò così il calvario di quello schiavo; veniva colpito alternativamente ora dall’una ora dall’altra mentre lo sfottevano in inglese, poi smettevano qualche minuto e si baciavano. Cominciò la tortura dei capezzoli(come la odioL ) . Iniziarono a pizzicarlo forte, mollette, pesi sulle palle, manate sul petto, frustino sui piedi. Si stancarono e lo lasciarono lì appeso, ma mettendo sotto i piedi una piccola panca perché lui potesse arrivare con la punta dei piedi a toccarla, altrimenti non avrebbe potuto farcela per così lungo tempo a rimanere appeso nel vuoto. Si volevano riposare e allora si avvicinarono a me. Vic chiese a Linda dove voleva sedersi, lei indicò il petto e così mia moglie prese posto sul mio bacino, si fecero portare da bere da uno schiavo qualsiasi e sorseggiando ridendo e toccandosi oltre che baciandosi si riposarono un po’. La birra si finì, La danese si mise a cavalluccio e si spostò indietro:
"Lick my ass slave"
Anche Vic si era messa a cavalluccio e mentre io leccavo il culo di Linda loro pomiciavano alla grande. Dalla mia posizione vedevo le mani di mia moglie che scorrevano sui fianchi e sulle natiche dell’altra e si capiva che erano abbracciate e si stavano baciando con passione, Linda si spostò leggermente più indietro e mi mise la fica sulla bocca, era bagnata e io leccavo avido e porco come sono.
Lo schiavo legato alla croce si lamentò, aveva detto qualcosa, le due donne si guardarono negli occhi e si alzarono. Misero da parte il frustino di cuoio e presero in mano i bambù. Il trattamento riservato allo schiavo fu molto duro, il bambù fa male….molto maleJ ; mollette dure, pesi alle palle molto consistenti, li slegarono entrambi e li fecero sdraiare a terra; gli altri schiavi erano lì a guardare con invidia ma forse anche un po’ di timore. Anche le coppie che stavano giocando si fermarono per assistere alla performance, salirono sui corpi dei due, una sull’uno una sull’altro, si sostenevano l’una all’altra tenuto conto dell’equilibrio precario, ma nel contempo si baciavano e toccavano. I tacchi facevano male….cavolo io i tacchi non li sopporto su di me…sono vecchio lo soJ . Li cavalcarono facendogli fare una specie di gara, tifo da stadio e le donne che ridevano, credo avranno fatto almeno 3 volte andata e ritorno il pavimento non era moquette, erano sfiniti, crollarono a terra, le padrone gli fecero aprire la bocca e pisciarono dentro. A ripulirle fui ioJ , credo di essermi preso tante maledizioni da parte dei miei colleghi presenti in salaJ , so bene che in quella occasione stavo passando per raccomandato, mi prendevo la parte migliore della servitùJ .
Era tardi, Vic mi slegò dalla panca e mi disse: " Vieni porco", salutarono gli spettatori con un cenno della mano e ci avviammo all’uscita. Nella stanzetta che Linda aveva riservata in quanto organizzatrice, le Padrone si fecero togliere da me il già ridottissimo abbigliamento, ovvero le scarpe e il corsetto a Vic e le scarpe e le giarrettiere a Linda e mentre loro si abbracciavano sedute sul letto io leccavo i loro piedi. Distese sul letto Vic si mise sotto e Linda sopra, io fui comandato dietro di Linda di leccare le sue natiche, il suo buco e la sua fica fino a consumarmi la lingua. Ma non ci volle molto affinché acchiappandomi per i capelli, mi costrinse con la testa sotto le sue gambe facendomela appoggiare sul materasso, si accovacciò sulla mia faccia e assaporai il ...
Next part ►


This page:




Help/FAQ | Terms | Imprint
Home People Pictures Videos Sites Blogs Chat
Top
.