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7- lezione di canto VOCE DI TESTA

Voce di testa e voce di petto
La voce di testa è un'emissione dal timbro sottile ottenuto utilizzando le sole vibrazioni della scatola cranica.
La voce di petto utilizza invece le vibrazioni del torace.

Riusciamo a capire meglio se ci immaginiamo il nostro corpo come un violino o come un violoncello: il restringimento laterale così tipico dei due strumenti, si può assimilare al collo umano che svolge, in questo senso, la stessa funzione di separazione delle due voci.

Ma, attenzione, le cose non sono così schematiche perché nella voce di petto è presente una componente della voce di testa e viceversa. Le interferenze della voce di testa su quella di petto sono più consistenti dell'inverso.

Con l'esercizio teso a migliorare la voce di petto si ottiene anche un benefico effetto sulla voce di testa. E, viceversa, migliorando la voce di testa, la voce di petto risulterà più brillante.

Le due voci sono assolutamente interconnesse. Non si può avere buona solo una delle due voci. Se pensate di avere, ad esempio, dei buoni bassi ma pochi alti, state certi che non avete davvero dei buoni bassi.

Il falsetto e il passaggio
Si definisce falsetto quella struttura timbrica che, a livello laringeo, prepara il passaggio dalla voce di petto a quella di testa.

Lavorare sul passaggio è importante perché la voce deve raggiungere una ed una sola coloritura per entrambi i registri.

L'ottenimento della medesima qualità sonora è estremamente importante. Anche in questo caso, è necessario farsi seguire da una persona esperta. Non ci sono, per questa delicata fase, degli esercizi fai-da-te. Quanti cantanti si ritrovano con due voci e a volte persino tre! Si tratta di persone che non hanno lavorato bene sul passaggio.

Il falsetto è dunque la 'saldatura' intermedia tra il registro acuto, di testa e quello grave o di petto.
Il falsetto non è altro che una sorta di protezione che la laringe attua al fine di poter passare indenne da un registro all'altro. E' una sorta di limitazione dei danni provocati dalla voce 'spinta' nei registri acuti. Utilizzando una metafora inventata da Tomatis, possiamo dire che il passaggio da un registro all'altro è assimilabile al cambio di marcia di un'auto. Il falsetto corrisponde allora alla frizione che, per 'disinnesto', consente un passaggio morbido da una posizione all'altra del cambio. Il 'disinnesto' avviene a livello della laringe che si rilassa.

Il falsetto è dunque il 'disinnesto' per accedere alla voce di testa.

Il falsetto è una difesa laringea.

Occorre precisare che spesso, possiamo incontrare la definizione di falsetto come voce di testa appoggiata. In realtà questo è quello che, dal 1826, si è convenuto chiamare falsetto accomodato.

Per utilizzare pienamente la funzione del falsetto e renderla produttiva, occorre invece ricordare la sua funzione appunto di 'reinnesto'.

La possibilità di lavorare bene sul falsetto in termini di passaggio, è anche una cartina tornasole per verificare quanto una voce sia stata maltrattata. Se la voce è stata mal usata, il lavoro di 'aggiustamento' del falsetto risulta praticamente impossibile.

L'arte del canto significa anche arte di cancellare i passaggi. Lavorare sui passaggi significa, di fatto, farli scomparire


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