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il.cavaliere.d.inverno.trilogia.peperonity.net

"""Ił cαѵαłıєяє ∂ ıηѵєяησ"""

"Leningrado, 1941.
In una tranquilla sera d'estate Tatiana e Dasha,
sorelle ma soprattutto grandi amiche,
si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia.
Uscita per fare scorta di cibo,
Tatiana incontra Alexander,
un giovane ufficiale dell'Armata Rossa che parla russo con un lieve accento.
Tra loro scatta subito un'attrazione reciproca e irresistibile.
Ma è un amore impossibile,
che potrebbe distruggerli entrambi.
Mentre un implacabile inverno e l'assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo,
Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce."
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
Non preoccuparti.
Non sempre le cose vanno come avremmo voluto o come avevamo progettato che andassero,
anche se lo desideriamo molto.
Giusto?
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
Quanto le costava mentire? A ogni passo, a ogni respiro, ogni volta che ascoltava un comunicato ufficiale o un bollettino di nuovi morti, ogni volta che ritirava la sua tessera annonaria. Dal risveglio fino al momento in cui sprofondava in un sonno agitato, Tatiana mentiva.
Voleva che Alexander smettesse di andarla a trovare. Bugie.
Voleva che rompesse con Dasha. Ancora bugie.
Niente più incontri a Sant’Isacco: meglio così. Bugie.
Niente più corse in tram, niente più giardino d’Estate. Niente più Luga, niente più labbra, occhi o respiri trepidanti. Bene. Ancora bugie. Alexander era freddo: riusciva a comportarsi come se non ci fosse niente dietro il suo viso sorridente, le mani ferme o la sigaretta fumata fino alla fine. Per Tatiana non muoveva neppure un muscolo del suo volto. Bene. Ancora bugie. All’inizio di settembre a Leningrado venne imposto il coprifuoco e le razioni furono ulteriormente ridotte. Alexander smise di venire tutti i giorni. Bene. Ancora bugie. Adesso lui era estremamente affettuoso con Dasha, di fronte a lei e di fronte a...

A migliaia di chilometri di distanza c'era la guerra. A migliaia di chilometri da lì c'era il fiume Kama, le montagne degli Urali che avevano visto tutto e sapevano tutto. E le galassie.Anche loro sapevano[..]e le sussurravano di tenere duro. Lascia piangere noi. Tu vivi Il fuoco si è spento. La radura è buia, ma loro rimangono sulle coperte fredde. Alexander è seduto a gambe aperte e Tatiana è seduta tra di esse, la schiena appoggiata al petto di lui che la stringe tra le braccia. Guardano il cielo. Non parlano. «Tania», sussurra Alexander badandole la testa, «vedi le stelle?» «Certo.» «Vuoi fare l'amore qui? Ruttiamo via le coperte e facciamo l'amore in modo che possano guardarci... così non ci dimenticheranno mai.» «Shura...»la voce è dolce e triste. «Ci hanno visti. Lo sanno. Guarda, vedi quella costellazione lassù a destra? Lo vedi che il gruppetto di stelle in fondo forma un sorriso? Ci stanno sorridendo.» Fa una pausa. «Le ho notate molte volte, guardare al di là della tua testa.» «Sì», dice Alexander stringendo le braccia e la coperta intorno a lei. «Credo che quella costellazione sia nella galassia di Perseo, l'eroe greco...» [..] «Senti i venti stellari che portano un sussurro nei cieli, direttamente dall'antichità... nell'eternità....» «E cosa dicono?» «Tatiana... Tatiana... Ta...tiana...» «Basta, ti prego.» «Lo ricorderai? Dovunque tu sarai, se guarderai il cielo e troverai Perseo, troverai quel sorriso e sentirai il vento delle galassie che sussurra il tuo nome, saprai che sono io che ti chiamo... Che ti riporto a Lazarevo.» Tatiana strofina il viso sul braccio di Alexander e dice: «Non potrai chiamarmi indietro, soldato. Non lascerò mai questo posto».

picture by Vαℓє
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Lei cercava di soffocare il dolore.  “Ti accompagno fino alla strada. Hai preso tutto?” “Sì.” Si parlavano senza mai guardarsi. Si incamminarono fianco a fianco lungo il sentiero che attraversava il bosco e, prima che la loro casa venisse completamente nascosta dagli alberi, Alexander si girò un’ultima volta ad ammirare il fiume blu intenso, gli alti pini che circondavano l’isbà di legno, la piccola panca, il tronco in mezzo all’acqua e persino il posto in cui la sua tenda era rimasta inutilizzata, fino al giorno prima[..] Per un attimo, restarono l’una di fronte all’altro senza alzare lo sguardo da terra, Tatiana col suo vestito giallo e i piedi nudi, Alexander in uniforme, il fucile in spalla [..] Tatiana gli accarezzò il viso. “Andrà tutto bene, amore. Vedrai che andrà tutto bene.” “Voltati e torna a casa. Non stare qui a guardarmi, altrimenti non riuscirò ad andarmene.” Tatiana si voltò. “Vai, non ti guardo.” Alexander non voleva più starle troppo vicino.  “Ti prego, così non ci riesco. Torna a casa, ti prego.” “Non voglio lasciarti andare, Shura.” “Lo so, neanch’io vorrei farlo, ma è necessario. Sapere che qui sei al sicuro è l’unica cosa che può aiutarmi a restare vivo. Tornerò da te, ma tu devi stare qui, al sicuro.”

picture by Vαℓє


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