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SAMHAIN

Durante la notte di Samhain si riteneva che i morti facessero ritorno dalla Terra dell'Eterna Estate e che gli spiriti fossero liberi di agire nel mondo. E' il momento in cui Ade emerge dagli inferi per rapire Proserpina e farla sua Signora nel Regno delle Ombre. Il tema della Dea che affronta il viaggio negli Inferi è comune a molte mitologie. E' il periodo in cui il Signore dell'Inverno ricostituisce il suo potere, il Dio che è stato sacrificato è ora Signore dell'aldilà, Dite, Giano che veglia sugli ingressi. Il mondo è pronto al freddo dell'inverno e la terra ritorna ad essere sterile. Per i Celti questo è il momento in cui l'anno finisce, la Ruota ha compiuto il suo giro inesorabile.

E' un tempo propizio per mettersi in contatto con coloro che non ci sono più e che in questa notte fanno ritorno e per stare ancora gioiosamente assieme. E' il tempo dei ricordi e delle preghiere per gli spiriti che non dimorano più tra di noi.



Rituale

La sacerdotessa inizia:

“ Io ti chiamo e ti invoco, tu che rappresenti il Dio.”



Il sacerdote a Nord assume la Postura del Dio.

Il sacerdote risponde:



“ Ecco, ho udito il richiamo e vengo, o mia Signora, ora che giunge la neve e la tenebra dell’inverno restaurerò il mio potere.”



La celebrante prende il bastone dalle mani della Gran Sacerdotessa e lo consegna al Gran Sacerdote dicendo:



“ Con questo nella Notte di Samhain ti concedo il dominio e il potere, o grande bicorne, dio dei regni tenebrosi.”


Ora la celebrante si muove nel verso del moto solare, prende l’athamè dall’altare e torna dal sacerdote, si genuflette innanzi e dice:



“ E per questo motivo, ecco, ti consegno il simbolo del potere, o Tu, Sovrano del regno sotterraneo.”



Poi il sacerdote recita l’Invocazione al Dio:



“ Ascoltate tutti le parole del Dio. Presso la pietra del tempio caduto o in una valle dimenticata, là vi radunerete tutti voi che cercate di conoscere i miei segreti misteri. Io sono colui che custodisce e colui che rivela tutte queste cose.

Io sono il Signore della terra e del cielo, dei picchi rocciosi e delle profonde e oscure foreste. Io ero là quando il mondo era giovane ed io vi insegnavo a cacciare e a raccogliere le piante perché vi cibaste. Guardate dentro voi stessi, perché io sono là. Io sono la Forza su cui voi poggiate nei momenti di bisogno. Io sono colui che vince la paura. Io sono l’eroe e il folle, io sono il vostro anelito di libertà e il vostro fato ineluttabile.

Nel mio amore per voi io do la mia vita, io muoio ma mi levo di nuovo. Io preparo la via su cui voi viaggiate andando sempre innanzi a voi, perché è nel diventare come voi, che voi potete diventare come me.

Ascolta il tuono, là sono io. Guarda il volo del falco e del corvo, là io sono. Guarda il grande lupo e il cervo apparire nella radura, là sono io. Chiudi gli occhi alla fine dei tuoi giorni e là sono io, aspettando presso la pietra del tempio.”



La Sacerdotessa nella postura della Dea all’altare guarda gli astanti da Nord e a loro si rivolge dicendo:



“ La Ruota dell’Anno è girata, ciclo su ciclo, stagione su stagione. Io ho viaggiato per il Reame nascosto delle Ombre, là a preparare un posto per voi. I rigori dell’Inverno lascio dietro di me, accendete un fuoco d’amore dentro di voi, e io vi ricorderò e ritornerò a voi, perché voi siete i Custodi della Fiamma e tutti coloro che accendono il Fuoco io non li abbandonerò mai. Con il passare del freddo voi saprete che io torno a voi di nuovo ed io riporterò il verde delle piante e degli alberi perciò voi saprete che io sono tornata.”



Ciascun membro va davanti all’altare e prende una candela bianca, e si porta a sud. La sacerdotessa quindi va verso la congrega ed accende ciascuna candela con la candela della Dea che è sull’altare.

Poi va a Nord.

Tutti assieme:



“ O Dea di tutto ciò che vive e cresce il tempo del caldo e dei dolci venti è per ora finito. Come si è spento il giorno, così passa la notte e per il tempo di sette lune piene sarà il potere dell’Oscuro Dio bicorne a prevalere.”



Il sacerdote si porta davanti all’altare con le spalle rivolte verso nord.

Il celebrante dice:



“ O tu che conosci l’antica arte, nei tempi passati, questa notte celebrava la fine dell’anno.

Nel giorno di Samhain tutti gli spiriti della natura silfidi, ondine, salamandre e gnomi e gli spiriti dei boschi liberi vagavano in ogni dove proprio come adesso.

Nel giorno di Samhain i morti tornavano dalla Terra dell’Eterna Estate per incontrare ancora una volta gli amici di un tempo e godere il tepore, il conforto e la gioia dell’amicizia.”



La sacerdotessa di fa avanti e il sacerdote le dice:



“ Questa è la luce che tu porti dalla precedente stagione. Accetta ora la mia essenza.”



Il sacerdote spegne la candela e intinge il bastone nel calice. Lei beve e lo passa agli altri.


YULE

Yule è la festività del solstizio d'inverno, il 21 dicembre. Il sole è al nadir, il punto più basso che tocca sulla linea dell'orizzonte rispetto al parallelo locale. Da questo giorno il suo potere comincerà a crescere, a rinascere e per questo i popoli dell'antichità celebravano il ritorno del figlio della promessa. La Dea è nel Regno delle Ombre, il dominio di Dite, il Signore del Regno dei morti da cui gli stessi Celti affermavano di discendere, divinità comune anche a Etruschi e Romani. La Dea è pronta a dare alla luce Lupercus, il giovane Pan, il signore della Luce, figlio di Giano bifronte, il Dio dai due volti. Si celebra la rinascita della Luce nel mondo e in ciascuno di noi, colui che col suo calore feconderà nuovamente la terra e vincerà l'oscurità.



Rituale

La sacerdotessa all’altare si rivolge alla congrega:

“Noi celebriamo,con questa sacra adunanza, la rinascita del Dio sole. Egli è il figlio della Grande Madre .Egli è il signore della vita che nuovamente nasce. Dall’unione del Dio e delle Dea, celati nel Regno delle Ombre, noi riceviamo ora il figlio della promessa.”



Il sacerdote sta in piedi a nord nella postura del Dio (braccia incrociate sul petto). La sacerdotessa si porta davanti al fuoco assieme agli altri e con loro comincia il rito di unione, in ginocchio o in piedi. Assieme (posizione 1 : le mani formano un triangolo sopra la testa ):

“Salute a te oh fonte di ogni luce,io ti prego donami la tua illuminazione”



Abbassando le braccia con le mani a triangolo di fronte al viso:

“Illumina la mia mente affinchè io possa percepire più chiaramente tutte le cose in cui io opero i miei sforzi .”



Abbassando le mani a triangolo davanti al bacino, :

“E illumina la mia anima, infondendole, mio signore, l’essenza della purezza.”



I palmi delle mani all’altezza dell’ombelico con i palmi rivolti verso l’alto e le dita che si toccano:

“Io rivelo a te la mia essenza interiore e chiedo che essa sia mondata e purificata.”



Rivolti verso nord i partecipanti ripetono le posture dicendo:

“Noi ti invochiamo dalla porta del nord .

Noi invochiamo l’antico dio, colui che conduce le fiere dei campi e delle foreste.

Noi chiamiamo su di te l’antico Dio ,colui che era amato dalle nostre antiche tribù.



La sacerdotessa con le braccia levate verso nord:

“Mio signore,noi ti salutiamo, oh Dio Bicorne,incoronato con i raggi del sole, la cui benedizione e grazia concede che la vita sempre rinasca di nuovo. Guarda , le tue streghe e i tuoi stregoni sono riuniti!Benedici noi!

Questi doni portiamo a te .”



Un vaso è posto davanti al sacerdote con la congrega che pone le braccia tese, con le mani a triangolo davanti a lui. La grande sacerdotessa sistema l’offerta dentro al vaso seguita dagli altri.



La sacerdotessa recita la preghiera:

“Oh signore della luce e della vita , noi preghiamo che tu cresca forte affinchè l’inverno passi per noi in pace e abbondanza, emana il tuo amore e il tuo calore affinchè il freddo e i rigori dell’inverno,non stremino i tuoi seguaci. Oh antico dio ascoltaci! Proteggici e provvedi a noi in questa stagione aspra .Noi ti adoriamo e ci mettiamo nelle tue mani .Benedetti siano tutti nel dio!

Gli altri rispondono:

“Benedetti siano tutti!”



Il sacerdote ora va da ciascun membro della congrega e dà a loro un rametto di un albero sempreverde e li segna con olio,dicendo:

“Che tu sia benedetto nel mio amore .



A questo, punto davanti al fuoco, un narratore comincia a raccontare:

“Ora il tempo era giunto, nel nascosto Regno delle Ombre, Diana avrebbe dato alla luce il figlio del Grande signore dell’Oscurità. E i signori dei quattro angoli vennero per ammirare il Dio rinato. Cosi’ accadde che essi vennero condotti davanti al trono del Grande Oscuro. Ed essi parlarono dicendo: “Ti troviamo qui, O Janus?” E il Grande Antico rispose: “ Si, ora voi avete visto realmente le mie due facce”.

Poi Diana parlò ai quattro Signori dicendo: “Prendete mio figlio, nato da Giano, che egli porti la vita al mondo. Perchè il mondo sta crescendo freddo e senza vita” Perciò i signori dei quattro angoli ripartirono per il mondo degli uomini portando il figlio del Dio. E la gente potè gioire perchè il Dio era tornato e avrebbe salvato tutta la terra.”



La grande sacerdotessa ( a Nord-Est) in ginocchio accende una candela e la consegna al sacerdote in ginocchio davanti a lei. Il sacerdote passa la candela al signore della torre dell Est

Il signore si porta ad Est, tenendo la fiamma celata e da est la mostra alla congrega:

“Salute, mirate il sole rinato”



La congrega risponde:

“ Salute Giano, salute Lupercus, Salute Figlio del Dio”



Tornato a est mette la candela sopra l’altare.



Il sacerdote si rivolge alla congrega e dice:

“Lasciate che le vostre ...


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