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PERSONAGGI MISTERIOSI

PERSONAGGI MISTERIOSI



Michele Scoto, l'Alchimista veggente

Nel ventesimo canto dell'Inferno, nel cerchio degli indovini, Dante incontra un personaggio il cui nome, ai giorni nostri, non dice molto, ma che in vita ebbe fama e potere. Questi è Michele Scoto, mago di corte e consigliere del più grande monarca dell'Italia medioevale : Federico II di Svevia . Il re arrivò a definire Scoto "preziosissimo fra i miei Maestri" , a testimonianza della grande stima di cui il mago godeva a corte. Michele Scoto nasce presumibilmente ne 1175. Non ci è però noto il luogo di nascita , il cognome "Scoto" ci porterebbero a supporre natali scozzesi, ma testimonianze sparse parlano di Toledo o di Sorrento , come luogo di nascita del mago. Ciò che abbiamo per certo è l'anno in cui fece la sua prima apparizione alla corte di Federico II: il 1127. Misterioso è invece il periodo precedente. Molto probabilmente visse per alcuni dacenni a Toledo, dove attese alla traduzione di testi di Aristotele e di alchimisti arabi ; successivamente si trasferì a Bologna , nel cui ateneo insegnò medicina. Fu proprio dagli ambienti accademici bolognesi che il nostro spiccò il grande salto che lo portò alla corte dello Stupor mundi. Alla corte imperiale Scoto non tardò a dare impressionanti prove delle sue doti magiche, imbandiva banchetti dal nulla, provocando lo stupore e l'incredulità dello stesso imperatore . Durante il soggiorno in Sicilia , Scoto , scrisse testi capitali per l'astrologia e l'alchimia : il Liber Introductorius , un'introduzione generale all'astronomia in quattro parti, questo testo fu scritto per l'imperatore stesso che si era sempre dimostrato interessato alle pretiche divinatorie. Per quanto riguarda l'alchimia ci sono pervenuti due testi: un Magistero dell'arte dell'alchimia e un Magistero minore . Michele Scoto conduceva, nel laboratorio messogli a disposizione dall'imperatore , esperimenti di alchimia descrivendo allumi, sali, spiriti, vetrioli e numerose ricette per la trasmutazione dei metalli, usando una gran varietà di sostanze, come erbe e minerali provenienti dalla Calabria, dall'India, da Alessandria, oltre a ingredienti insoliti, come polvere di talpa, sangue di gufo, oppio. Un frammento di una sua ricetta, citata da Lynn Thorndike, così recita: "si chiudano cinque rospi in un vaso e si faccia loro bere succhi di varie erbe con aceto, come prima fase nella preparazione di una meravigliosa polvere ai fini della trasmutazione". Si racconta che quando fu inviato presso il re di Francia come ambasciatore, Michele Scoto, che era giunto in groppa a un asino alato, manifestò la sua influenza magica facendo prima suonare le campane di Notre Dame,e poi facendo crollare le torri della città. Così che il re, per evitare guai peggiori, decise di aderire ad ogni sua richiesta. E dal giorno in cui Scoto predisse che la morte dell'imperatore sarebbe avvenuta a Firenze, pare che Federico evitasse accuratamente di andare in quella città, rifiutandosi perfino di mettere piede a Faenza. Ma la vita dell'imperatore, inesorabilmente, ebbe termine nel castello di Fiorentino, in Puglia, nel 1250. Michele Scoto arrivò perfino a predire la causa della propria morte, che sarebbe avvenuta in seguito alla caduta di una pietra sul cranio. Da allora, per precauzione, portava sempre uno zucchetto o un elmetto d'acciaio; ma anche questo espediente si rivelò inefficace: un giorno che si trovava in chiesa, al momento dell'Elevazione, toltosi l'elmo, un frammento di pietra staccatosi dalla volta lo centrò e l'uccise. Secondo la tradizione, avvalorata da Walter Scott nel Lay of the last Minstrel, il suo corpo venne riportato in Scozia e sepolto nell'abbazia a Melrose insieme con tutti i suoi libri di magia. (by gigiuletto)

Apollonio di Tiana, il Cristo pagano

Nacque nel 4 d.C. e morì verso il 97. Ebbe dunque una vita piuttosto lunga e una fama che crebbe col trascorrere degli anni.In età giovanile si era formato alla scuola pitagorica e aveva voluto viaggiare in tutto il mondo allora conosciuto, spingendosi sino in India. Scacciato da Roma per volere di Nerone, ebbe invece grandi onori sotto il regno di Diocleziano. Pare fosse dotato di poteri paranormali, tanto che i pagani lo vollero contrapporre a Cristo, attribuendogli diversi miracoli. Si tramanda, infatti, che abbia ridato la vista a un cieco e resituito la vita ad una fanciulla, mosso a compassione dal dolore dei genitori. Credente in un Dio Supremo, diverso dagli dei che si potevano supplicare con i sacrifici, Apollonio di Tiana si meritò il rispetto anche dei Cristiani ed esercitò non poco influsso sulla cultura del tempo. Scrisse diverse opere, tra cui una Vita di Pitagora, ma dei suoi libri nulla è giunto fino a noi.

Elizabeth, la Contessa sanguinaria

Esistono molte leggende sui vampiri. In ogni caso, esistono anche documenti ufficiali che provano l'esistenza di un'autentica contessa del diciassettesimo secolo , Elizabeth Bathory , considerata la vampiressa più assetata di sangue di tutti i tempi. Nata nel 1560 in una delle più antiche e ricche famiglie della Transilvania, Elizabeth Bathory aveva molti parenti potenti - un cardinale, alcuni principi, ed un cugino che era primo ministro d'Ungheria; il più famoso dei Bathory fu Re Steven di Polonia ( 1575-86 ). Elizabeth sposò il Conte Ferencz Nasdasdy quando aveva appena 15 anni, mentre lui ne aveva 26, e con il quale visse nel Castello Csejthe nella contea di Nyitra, in Ungheria. Il Conte , soprannominato "L'eroe nero di Ungheria" passava molto tempo lontano da casa per combattere; durante le sue ripetute assenze, il servo di Elizabeth, Thorko, la iniziò all'occulto. Elizabeth, per un breve periodo, scappò con un'oscuro straniero, ma poi decise di tornare a casa. Fortunatamente il conte la perdonò, ma Elizabeth, tornata al castello, iniziò ad entrare in conflitto con la suocera e, cosa assai più terribile, iniziò a torurare le serve con l'aiuto della sua vecchia balia Iloona Joo. Nel 1600 Ferencz morì ed inizò il periodo delle vere atrocità di Elizabeth che, per prima cosa, fece espellere l'odiata suocera dal castello. Molto vanitosa ed ormai quarantenne, la contessa iniziava ad essere preoccupata della vecchiaia e della sua perdita di bellezza. Si narra che un giorno una serva, rea di averle tirato i capelli mentre glieli stava acconciando, fu colpita dalla contessa, infuriata, così forte da farla sanguinare; il sangue della giovane cadde sulla mano della contessa che immediatamente pensò che la sua pelle avesse acquisito la freschezza della giovane ragazza attraverso il suo sangue; Elizabeth era sicura di aver scoperto il segreto dell'eterna giovinezza. Con l'aiuto di Thorko e del maggiordomo, la spogliò e la dissanguò, versando il suo sangue in un'enorme vasca, dopodiché si vi si immerse. Furono sue complici anche due fattucchiere, Darvula e Dorottya Szentes. Per i successivi 10 anni, i perfidi servitori di Elizabeth la rifornirono costantemente di nuove ragazze per il rituale bagno di sangue, ma una delle vittime, riuscita a scappare, informò le autorità sui terribili fatti che accadevano al Castello Csejthe. Re Mathias di Ungheria ordinò quindi al Conte Cuyorgy Thurzo, cugino di Elizabeth e governatore della provincia, di attaccare il castello. Il 30 dicembre del 1610, le sue truppe assalirono il castello. Quando entrarono, si trovarono di fronte ad uno spettacolo agghiacciante: una ragazza morta nella stanza principale, prosciugata del suo stesso sangue ed un'altra viva ma dal corpo cosparso di fori; nei sotterranei scoprirono molte ragazze imprigionate e, sotto il castello, i corpi di almeno altre 50 ragazze. Elizabeth fu arrestata e, l'anno successivo, processata a Bitcse; si rifiutò di dichiararsi colpevole o innocente e non fu mai presente al processo. Di questo processo fu fatta una trascrizione che è sopravvissuta fino ad oggi in Ungheria. Johannes Ujvary, il maggiordomo, testimoniò che circa 37 ragazze erano state assassinate, sei delle quali egli aveva personalmente assunto per lavorare al castello. Le vittime venivano legate e tagliate con forbici e coltelli. A volte erano le deu fattucchiere a torturare le ragazze, a volte la contessa stessa. La vecchia balia di Elizabeth testimoniò che circa 40 ragazze erano state torturate ed uccise. Tutte le persone coinvolte negli omicidi, tranne la Contessa Bathory, furono decapitate e cremate escluse le due complici che furono bruciate vive. La Contessa Elizabeth non fu mai condannata per alcun crimine, ma fu ordinato che le porte e le finestre della camera da letto della contessa fossero murate con lei dentro, lasciando solo un foro dal quale far passare il cibo. Re Mathias II chiese la pena di morte per Elizabeth ma, su richiesta del cugino primo ministro, si accordò per un rinvio a tempo indeterminato della sentenza, che in realtà significava una reclusione solitaria a vita. Nel 1614, dopo 4 anni di incarcerazione, una della guardie si accorse che la contessa giaceva a terra, immobile. Elizabeth Bathory, la "Contessa sanguinaria", era morta. Ci sono molte connessioni tra i Bathory ed i Dracula: il comandante della spedizione che aiutò Vlad a riconquistare il suo trono nel 1476 era il Principe Steven Bathory; un feudo di Dracula, Castel Fagaras, divenne un possedimento dei Bathory all'epoca di Elizabeth; inoltre, entrambe le famiglie hanno un drago nello stemma di famiglia.

Eustachio il Monaco, il Pirata invisibile

La leggenda narra che il pirata del XIII secolo Eustachio il Monaco avesse fatto un patto con il diavolo perchè gli permettesse di rendere invisibile la sua nave. Ma questo potere magico non l'aiutò quando, al comando della sua flotta, tentò di invadere l'Inghilterra: Eustachio fu catturato e decapitato. Dopo una vita trascorsa a saccheggiare navi nel Mar del Nord, il pirata tedesco Klein Henszlein fece una brutta fine. Nel 1573 insieme a tutta la sua ciurma fu decapitato in un'esecuzione di massa nel centro di Amburgo. Il boia tagliò trentatré teste, le quali furono esposte al popolo, quale monito a non intraprendere la pirateria.

Pacal

L'enigmatica lastra monolitica del sarcofago del tempio di Palenque , in Messico, di epoca risalente tra il 1000 ed il 1200 d.C., che reca incisa la figura di un individuo ( dai caratteri somatici maya ) inserito all ’interno di una struttura ...


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