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002

Avevo conosciuto Iko, una splendida donna in carriera giapponese (ingegnere 40 enne che lavora per una multinazionale di telecomunicazioni) a casa di amici e mi aveva favorevolmente impressionato la sua profonda cultura, il suo fascino orientale ed il suo perfetto italiano, davvero impressionante per una donna di Kioto, pur residente in Italia da 10 anni.
Era una donna decisa, sicura, concreta ed autoritaria, con un fisico certo lontano dagli stereotipi orientali: gli occhi a mandorla non le mancavano, ma aveva un fisico sinuoso, alta m1,75 con le curve al posto giusto, capelli neri, occhi ´glaciali´, vestita all’ultima moda con una gonna corta che faceva risaltare le sue splendide gambe fasciate in calze nere e un paio di stivaletti di vernice nera dal tacco altissimo e dalla punta aguzza che facevano venire in mente pensieri molto ´piacevoli´.

Dopo averle fatto la corte per tutta la sera, disquisendo di molti argomenti, ci inerpicammo in una discussione un po’ ´guidata´ dal sottoscritto che portò a piacevoli conseguenze, merito anche del vino che sicuramente ci aveva tolto le inibizioni.

L’argomento ovviamente riguardava la superiorità femminile sul maschio, che avallavo in pieno, e le attuali tendenze della moda, un pò S/M, parola che ad Iko sembrò suonare molto familiare; ad un certo punto mi chiese a bruciapelo ´Come mai continui a fissarmi gli stivali?´ Era riuscita in un attimo a mettermi in difficoltà e confessai subito la forte attrazione che provavo per il piede femminile, una parte del corpo che le donne spesso usano per sedurre gli uomini come me.

Per nulla attonita alle mie parole, mi affermò che amava molto curare i suoi piedi, che portava sempre le unghie lunghe laccate in colori vivaci, anche in inverno, e che amava scegliere con cura le calze e le scarpe, che dovevano essere sexy e seducenti. Il sangue mi arrivò subito alla testa e, date queste affinità, le proposi un incontro per una cena la sera seguente; dopo un attimo rispose affermativamente al mio invito!

Ci salutammo a notte inoltrata e lei aggiunse ´Puntuale domani sera a casa mia alle 20.00, ho pensato di farti assaggiare un po’ di cucina giapponese, quindi non andremo al ristorante; ovviamente, preparati a trascorrere una serata diversa, non ho ancora deciso se farti sedere a tavola o… sotto la tavola, vedremo…´ e sorridendo con la certezza di avermi in pugno ritornò a casa.

Il giorno dopo arrivai puntuale all’indirizzo indicatomi, con un mazzo di rose nelle mani e una palpitazione che non provavo dall’ultima volta che mi ero fidanzato da ragazzino.

Mi accolse sull’uscio di casa e mi sembrò ancora più bella: truccata in maniera decisa, vestita di nero, calze nere, e ai piedi un paio di sabbot aperti in punta dal tacco di almeno otto centimetri: aveva capito proprio tutto sui miei gusti!

Per i primi dieci minuti non feci altro che mormorare frasi sconnesse, mentre fissavo le sue gambe ed i suoi piedi: aveva delle calze autoreggenti, la cui parte superiore faceva capolino dallo spacco della gonna, con il rinforzo in punta e sul tallone, dita dei piedi affusolate e praticamente perfette, con unghie lunghe e laccate di un rosso porpora, splendide.

´Ti comporti sempre cosi’ quando sei invitato a cena? Non mi sembri molto educato!´ mi disse come nulla fosse; a queste parole mi svegliai da quella specie d’oblio leopardiano derivato dal desiderio di omaggiare i suoi piedi e mi scusai. Sorridendo Iko sciolse ogni indugio, mi aveva in pugno e lo sapeva.

Mi fece inginocchiare e porgendomi un piede mi disse ´Ora puoi salutare la tua nuova Padrona, voglio solo sentire la tua lingua, non i denti!´. Affondai il mio naso tra le dita dei suoi piedi e sentii un profumo eccitante, intenso, di cuoio e sudore, che mi fece avere un’erezione istantanea! ´Ho indossato le stesse calze che avevo ieri sera, per farti meglio ricordare il mio profumo, che dovrai riconoscere per sempre! Naturalmente non ho lavato i piedi per rendere più umilianti i tuoi compiti, brutto stronzo!´.Cominciai a leccare tutto il piede, succhiando la punta delle calze ed il tallone, dove erano maggiormente concentrati gli odori, per poi succhiare tutto il piede che Iko mi affondava in bocca con soddisfazione, fino a farmi soffocare. Le sfilai le calze ad un suo ordine e cominciai a leccare la pianta del piede, il dorso, a succhiare le dita una ad una, passando la lingua tra gli spazi interdigitali, mentre lei apriva le dita per favorire il mio compito. ´Vedi brutto porco italiano, ho sempre amato sottomettere gli uomini, ma solo con la forza del mio fascino e della mia intelligenza, non è necessario avere una frusta, basta avere dei piedi come i miei e mi ritrovo una marea di uomini che mi sbavano dietro; lo vedo quando sono in metrò, quando passeggio, quando sono al lavoro o nei locali pubblici, so come avervi in pugno!´Mentre continuavo a baciare e insalivare l’altro piede, Iko si accarezzava la passerina, doveva essere eccitata, mentre con gli occhi socchiusi si rilassava e godeva di quei momenti. ´Adesso basta, sei venuto qua per cenare, giusto?´

A queste parole mi arrestai, le rimisi i sabbot ai piedi e rimasi in ginocchio, in attesa dei suoi ordini. ´Spogliati, voglio vederti nudo come un verme!´. Mi spogliai, quindi mi fece indossare un guinzaglio e mi porto a vedere il suo appartamento, a quattro zampe come un cagnolino con la sua Padroncina. Rimasi estasiato alla vista della sua scarpiera, che occupava un intero sgabuzzino: vidi scarpe di tutti i tipi, molte con il tacco alto, decolleté, sandali, stivali, sabbot, mocassini, chanelline, un vero paradiso per un amante del piede come me, avrei speso delle ore in quella stanza, dove potevo sentire il tipico e ormai indimenticabile odore dei suoi piedi; con magnanimità mi fece sentire il profumo di alcune sue scarpe più usate e questo mi fece andare in orbita.Uno strattone al guinzaglio mi fece ritornare con le ´zampe´ per terra e ci dirigemmo in sala da pranzo, dove una splendida tavola era imbandita… per una sola persona.´Tu mangerai qui sotto, ai miei piedi!´ Dopo l’antipasto, mi lasciò alcuni avanzi che depose per terra ordinandomi di mangiarli come un cane, dopo avermi legato le braccia dietro la schiena.

Continuò a consumare il suo pasto, a base di insalate, patate, sushi e tartine varie, quindi raccolse tutto in una ciotola e, sorridendo, affondò le sue scarpe nella ciotola pestando tutto con attenzione. ´Adesso puliscimi le suole con la lingua, porco!´ Le suole erano sporche e consumate, un misto di grigio e cibo era attaccato sotto di loro, ma l’ordine era perentorio e cosi’ cominciai ad assaporare la cucina giapponese da un punto di ´vista´ mai visto prima; pulivo la suola e Iko, con altezzosità e divertimento, la riaffondava nel cibo, fino a raccogliere tutti gli avanzi e quindi a ripulire con la lingua tutta la ciotola.

Di tanto in tanto versava del vino nella solita ciotola, vi immergeva il piede e, sorridendo, mi faceva assaporare il nettare dalle sue estremità; in un’altra ciotola aveva versato dell’acqua e vi aveva immerso due paia di calze, uno grigio e l’altro nero, che aveva preso dal contenitore dei panni sporchi. ´Servono a insaporire quest’acqua e ad arricchirla di minerali, è troppo leggera…´ aveva detto con sarcasmo prima di ordinarmi di bere a colpi di lingua.

Arrivati al dolce, una torta piena di panna e cioccolata, ne tagliò una porzione, la pose su un piatto per terra e, in piedi, la schiacciò con tutto il suo peso sotto i suoi piedi, quindi trionfante mi porse le sue divine estremità da ripulire; che buona era quella torta, leccavo e succhiavo con avidità mentre Iko consumava la sua porzione sopra il tavolo; di tanto in tanto raccoglieva altri resti di dolce sotto la pianta e tra i diti, porgendomeli con noncuranza.

Dopo aver ripulito tutto alla perfezione, con una continua eccitazione che prendeva il mio corpo, mi fece avvicinare alla finestra di un balcone e mi disse ´Ora ti sottoporrò alla prova definitiva, se la supererai allora vorrà dire che potremo avere interessanti sviluppi in futuro io e te. Voglio vedere fino a che punto sei capace di umiliarti ai miei piedi, a desiderarli, a soffrire per loro!´ Apri’ la finestra e, a piedi nudi, si mise a passeggiare in balcone; c’era polvere dappertutto e cominciavo a presagire cosa mi aspettava. Dopo alcuni minuti, rientrò in casa, sprofondò comodamente in poltrona, accese una sigaretta e, sadicamente sicura di se, mi ordinò ´Voglio che mi ripulisca i piedi alla perfezione, non devi abituarti solo alla panna, ma anche alla polvere che calpesto, che per te deve essere divina! Devi essere onorato del compito che ti sto dando!´La sue piante dei piedi erano piene di polvere, le precedenti ´attenzioni´ della mia lingua avevano favorito ancor di più l’attaccarsi dello sporco ai piedi, e per un attimo decisi di mollare tutto.Dopo un secondo, quasi come un automa, cominciai a ripulire i piedi, assaporando quello che avevano calpestato, mentre una luce di vittoria appariva negli occhi di Iko, che mi porgeva trionfalmente i piedi da leccare. Dopo aver lustrato a specchio i suoi piedi, mi fu concesso di ripulirmi e sciacquarmi la bocca, impastata di cibo e polvere; mi recai in bagno, quindi Iko mi segui’ e si fece lavare i piedi, compito che eseguii con passione e delicatezza. Ero ormai completamente in suo possesso: Iko calzo’ le sue scarpe, mi fece distendere sul dorso e, a suggello della serata, sali’ sul mio petto con tutto il peso sui tacchi. ´Sai, vederti sotto i miei piedi è il massimo della soddisfazione, ti schiaccio come un verme!´ e cosi’ facendo affondava i tacchi nella mia carne, con mia profonda eccitazione e sofferenza. Iko era splendida, ammiravo le sue gambe perfette e ancora non credevo a quanto mi era accaduto.



Mi feci una doccia, mi rivestii, le feci un galante baciamano e, completamente suo, le chiesi se voleva ancora rivedermi. ´Certo, ci rivedremo presto, ho appena cominciato il tuo addestramento! La prossima volta dovrai pulire tutte le mie scarpe e non laverò i piedi per una settimana, cosi’ vedrai quanto costa essere il mio servo! Ora vai e pensami ogni giorno!´

Non avevo dubbi su quanto detto, e cominciai già a desiderare di vederla prima possibile!!!


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