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racconti.peperonity.net

003

C´è un ragazzo che mi piace. Si chiama stefano ed e´ dolcissimo ma anche molto timido. E´ da piu´ di anno che ho un debole per lui ma, malgrado qualche mio invito molto velato non si e´ mai fatto avanti.
Due settimane fa pero´ c´e´ stata una svolta. A causa del cambiamento del mio orario di lavoro e´ capitato che ogni sera fossi costretta (si fa per dire!) a passare un paio di ore a casa sua. E per la prima volta mi vedeva vestita in abbigliamento di lavoro mentre di solito nel tempo libero indosso sembre abiti sportivi, jeans, scarpe da ginnastica, ecc. In quei giorni pero´ ero elegante e anche un po´ sexy. Sono una receptionist quindi il mio abbigliamento da lavoro contempla sempre camicette eleganti, tailleur, gonne o pantaloni eleganti, calze velate, ecc.
Durante il primo di questi incontri a casa di ´Ste´ notai subito che il suo sguardo era diverso. Sempre senza farsene accorgere i suoi occhi cadevano spesso sulle scarpe che indossavo: un paio di decollete nere di raso con tacco sugli 8-10 cm. All´inizio non mi sembrava una cosa degna di nota ma iniziai a insospettirmi quando notavo che il suo sguardo cadeva sulle mie scarpe ogni volta che non lo guardavo mentre quando avevo gli occhi su di lui guardava da tutt´altra parte.
Cosi´ per curiosita´ decisi di indagare accavallando la gamba (non avevo la gonna purtroppo!!!) e muovendo ritmicamente il piede. dopo pochi secondi avevo la prova dei miei sospetti. Il suo sguardo cadeva sempre piu´ frequentemente sui miei piedi. Ogni volta che mi giravo dall´altra parte e di colpo mi voltavo verso di lui notavo puntualmente i suoi occhi sui miei piedi e ogni volta mi sembrava che distogliesse lo sguardo con una difficolta´ sempre maggiore.
Da birichina quale sono decisi di stuzzicarlo per vedere se stavolta lo avrei sedotto. Mentre parlavamo del piu´ e del meno aumentai il movimento del mio piede e feci fuoriuscire lentamente il piede dalla scarpa scoprendo il tallone (in questa stagione non porto le calze) e facendo restare la scarpa in equilibrio sulle dita. Questa volta non toglievo lo sguardo da lui che faceva una grande fatica per cercare di mantenere il controllo. Era visibilmente eccitato, arrossiva, si muoveva nervosamente e aveva anche qualche difficoltà ad articolare le frasi e seguire i discorsi che facevamo. Capivo di aver fatto centro ma non sapevo che mossa fare.
Così continuai a torturarlo un po´. Ora la mia scarpa era veramente in bilico sul mio piede che continuavo a muovere sempre più velocemente finché non cadde sul pavimento facendo un certo rumore. La vista del mio piede nudo lo mando´ fuori di testa perche´ socchiuse gli occhi e li tenne chiusi per qualche interminabile secondo.
Mi pentii di non aver messo uno smalto sulle unghie ma era evidente che trovava eccitanti i miei piedi anche così. Come se niente fosse mi tolsi anche l´altra scarpa e mi alzai in piedi girando per la stanza. In una situazione normale non lo avrei mai fatto ma ero assolutamente certa del fascino che stavo esercitando su di lui da poter prendere completamente in mano la situazione.
Feci un giro per la stanza poi mi sedetti sul letto accanto alla poltrona dove stava lui. Alzai la gamba e posai il piede sulla sua poltrona a lato della sua gamba. A causa della mia vicinanza e temendo di essere scoperto mise le braccia sulle sue gambe probabilmente per nascondere l´erezione. Ma ormai sapevo che aveva perso il controllo. Senza chiedergli il permesso appoggiai un piede sulla sua gamba e gli chiesi se poteva farmi un massaggio al piede. Era titubante allora fu il mio piede a cercare le sue mani. Mentre mi massaggiava in modo un po´impacciato alzai l´altra gamba e posai anche l´altro piede sulle sue gambe.
Era divertentissimo vederlo così eccitato, non riusciva a parlare, sembrava quasi avesse la bava alla bocca! Non mi era mai capitato di eccitare un ragazzo con i miei piedi e la cosa mi divertiva oltre a stupirmi un po´. Lentamente i miei piedi, facendo finta di sistemarli meglio, si avvicinavano sempre più al suo sesso. L´ingrossamento era evidentissimo ma lui continuava a fare finta di niente sforzandosi di mantenere un atteggiamento distaccato. Non si accorgeva di quanto poco riusciva a nascondere il suo stato di eccitazione. Era buffo, ma anche dolce... e proprio la sua finta indifferenza mi spingevano a continuare a stuzzicarlo. Alla fine arrivai a sfiorarlo nella sua intimità con le dita del piede destro e pochi istanti dopo la pianta del mio piede era esattamente sul suo sesso.
Malgrado sentissi perfettamente la sua eccitazione, ma d´altra parte bastava guardarlo in faccia o sentire la sua voce per capire che era al settimo cielo, continuava a fare finta di niente. Io, fingendo di non essermi accorta di nulla, muovevo leggermente il piede avanti e indietro. Ad un certo punto la farsa finì... si lasciò sfuggire un gridolino di piacere... mi guardò, arrossi e socchiuse gli occhi... a quel punto lui sapeva che ero cosciente della situazione.... ci fu uno sguardo di intesa. Così aumentai la pressione del mio piede su di lui. Sentire un pene così duro sotto il mio piede era una sensazione bellissima che mi eccitò. E questo momento di intimità con quel ragazzo che mi piace tanto era una cosa che mi rendeva felicissima. E il più felice di tutti sembrava lui!
Continuai ad accarezzarlo sempre più intensamente, col tallone, con la pianta del piede e infine con le dita che si soffermarono a lungo sul suo sesso. Ma avevo sottovalutato il piacere che gli stavo regalando grazie ai miei piedi perché dopo pochi istanto il suo respiro si fece affannoso, non riuscì a trattenere una specie di urlo soffocato e venne dentro ai suoi pantaloni...




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