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racconti.peperonity.net

016

Le due esperienze come quelle appena raccontate mi avevano lasciato dei segni forti nel fisico ma anche nella mente: ora obbedivo a ciò che dicevano di fare, leccavo loro i piedi e passavo ore intere come appoggiapiedi.
La faccia pesta, i segni dolorosi sul torace, ero il loro tappeto.
Quotidianamente ero sottoposto a varie torture sotto i loro piedi.
Una di queste si chiamava ´tortura del silenzio´ e D. era una vera specialista del genere.
Venivo messo sotto il letto con la faccia leggermente fuori, voltato su di un fianco verso i suoi piedi nudi. Il braccio era piegato in modo che la mano fosse davanti alla faccia.
L´unica cosa che dovevo fare era stare in assoluto silenzio: sembrerebbe non un problema se non fosse che D. nel frattempo mi torturava la mano schiacciandomela sotto i suoi piedi nudi o calzati da scarpe col tacco. Era una tortura che doveva insegnarmi a sopportare il dolore ma D. si divertiva un sacco: se non tacevo, per ogni piccolo mugugno c´erano pedate in viso. Una volta la subii che era presente in casa anche S., una loro amica, ma era in una camera vicina comunicante e non avrebbe dovuto sentire né sospettare nulla.
Appena stesomi sotto il letto, D. mi si inginocchiò vicino e con il dito sul naso fece -Ssst!-.
Poi si alzò, si sedette sul letto e la tortura iniziò.
Si mise delle scarpe bellissime, nere con il tacco alto, facili da sfilare.
Calpestò la mia mano e non potè non sfuggirmi un mugugno: si tolse le scarpe e ricevetti due pedate in faccia, forti. Attese qualche minuto che mi riprendessi e poi continuò, con il tacco sulla mano: cercai di fare di tutto e per un po´ stetti zitto ma al primo mugugno ci furono due altre forti pedate. Mentre iniziavo ad avere dei mancamenti a causa delle pedate, T. parlava tranquillamente con S.
Dopo un po´ T. venne da D., approfittando che S. era alla toilette.
- Come sta andando? -chiese.
- Molto bene -rispose D.
D. spostò via i piedi mostrando a T. il mio viso pesto, gli occhi semichiusi. Con la luce iniziai a mugugnare qualcosa: il piede di D. si avvicinò e mi colpì un paio di volte in viso.
- Stai zitto!- mi urlò.
Io tacqui subito.
- Sta quasi ´dormendo´ -osservò T.
- Si. Ancora qualche pedata e dovrebbe tacere per un po´- disse D., ridacchiando.
T. se ne andò, tornando da S.
Non passò molto che, a sorpresa, T. e S. entrambe entrarono in camera di D.
Capii che fino ad allora non avevano che parlato di me, introducendomi a S., poiché volevano con lei condividermi come schiavo.
S. mi guardò, avendo D. spostato via i piedi nudi dalla mia faccia pesta.
Si inginocchiò vicino a me e mi accarezzò con la mano.
- Poverino- disse. Era molto che no venivo accarezzato e dalla faccia torturata uscì fuori un piccolo sorriso.
S. sembrava più buona, ma, dopo la carezza, si alzò in piedi e si sedette sulla sedia che T. le aveva porso.
Si tolse le scarpe e appoggiò entrambi i suoi piedi nudi sulla mia faccia.
Mi fece annusare il suo odore per un po´ e poi mi disse di leccarle via lo sporco dalle scarpe che aveva e poi di leccarle i piedi.
Avevo capito che era tale quale le mie due padrone.
Mi porse sotto la bocca le sue scarpe nere con legaccio e tacco basso: erano lucide ma necessitavano di una pulita. Mi alzai su un po´ ma non riuscivo a stare su abbastanza da leccarle le scarpe poiché D. fino a poco prima mi aveva riempito di pedate in faccia.
La leccai un po´. Lei si tolse le scarpe e si fece poi succhiare e leccare un po´ i piedi nudi.
Io cercavo di stare su ma non ci riuscivo.
- Non ce la fa più -disse S., dandomi un colpetto e adagiando su di me i suoi piedi nudi.
- Deve farcela, se no va punito - disse T.
- Forse è già stato punito abbastanza -disse S., osservando la mia faccia e accarezzandomela con i suoi piedi nudi.
- Non è mai abbastanza - disse T. - Dagli alcune pedate che si sveglia!
- No ...non me la sento -disse lei.
- Allora ci penso io -disse T.
S. le cedette il posto e T. mettendo la sedia a cavallo di me, mi piantò i suoi piedi nudi in faccia. Mi fece annusare l´odore tra le sue dita e poi mi dette una pedata molto forte.
- Uno..
La pedata mi aveva colpito in piena faccia, facendomi esalare un respiro di botto e lasciandomi il fiatone: il naso fece un brutto rumore ma non sanguinò.
Seconda pedata.
- Due…
Questa, più forte ancora mi prese tutta la faccia, lasciandomela tutta rossa sulla parte colpita.
- Ancora due o tre così e lo uccidi -osservò D.
- Gliene servono ancora un paio -disse lei imperterrita.
Altra pedata.
- Tre…
Di poco più debole mi colpì sotto la bocca.
- Non si può fare diversamente? -chiese S.
- Si, ci posso pensare io…- disse D.
T., un po´ titubante, le cedette il posto e lei piantò le scarpe col tacco sulla mia faccia: le affondò nelle guance per un po´, strappando mugugni di dolore dalla faccia già fin troppo torturata e poi lasciò il posto a S.
Lei si sedette e senza alcun preavviso mi dette due tallonate in faccia.
- Così impari! -disse solo.
Fu il colpo di grazia: caddi in semi-incoscienza, ´dormivo´, come dicevano loro.
D. mise un piede sul naso per accertarsi che respirassi: mi svegliai subito ma ero ancora più debole di prima.
S. stette ancora un po´ a sentire il mio respiro sotto i suoi piedi nudi.
Poi T. mi guardò dall´alto, mise una scarpa sul collo e disse:
- C´è un solo modo di usarlo quand´è così: il tappeto!
S. le fece posto e T. salì sul mio torace con le scarpe nere dal tacco alto e se le pulì usandomi da zerbino. Fu seguita da D. con le scarpe rosse dal tacco e da S.
Poi T. se le tolse e salì sulla mia faccia con tutto il peso e su di me calò la notte: stette pochi ma infiniti minuti. Fu seguita da D. e infine da S. che ci stette così bene che non voleva più scendere. Volle salire ancora un paio di volte lasciando qualche minuto tra una volta e l´altra per permettermi di respirare.
Quando se ne andò, si pulì ancora le scarpe sul torace, lasciandomi a terra in mercè dei piedi nudi di D., quasi incosciente, niente più che un tappeto.
D. mi guardò:
- Non durerai a lungo…- disse -Siamo un po´ troppo cattivelle…
- bb..bb.. - dissi io solamente prima che il suo piede nudo calasse sulla mia bocca impedendomi ulteriori commenti.
Quella notte dormii molto a lungo….


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