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sanguecaldo.peperonity.net

¤ Celyna ¤

BimbaKiller's Story

>Dal diario di Celyna Wyans, Facoltà di Criminologia, Harvard University<
Mercoledì 5 Marzo 2008 ore 03.32 am

Caro Diario,
non so cosa pensare. Mi sono appena svegliata in preda ai brividi e ai tremori. Ho sognato. Il più realistico dei sogni. Un Incubo.
Tutto è iniziò nel giardino di una grande scuola. Pareva abbastanza moderna, ma nella notte che correva, prendeva delle pesanti sfumature gotiche.
Mi guardai attorno e mi accorsi che non vi erano piante o alberi. La desolazione più totale.
Decisi che era giunto il momento d'entrare. L'entrata della scuola era composta da una grande scalinata e di un portone a 3entrate. Solo quando raggiunsi l'ultimo scalino mi accorsi che non vi erano né porte né vetri. Solo degli stipiti lasciati al deterioramento.
L'atrio era buio, a malapena vedevo a un palmo dal naso. Feci qualche passo verso l'interno e subito una schiera di luci al neon si accese.
Era una luce fredda statica e le lampade producevano un fastidioso ronzio.
Avanzai un altro pò ed iniziai ad analizzare il luogo. Il pavimento era a scacchiera di color nero e rosso. Toni ambigui per una scuola. Le bacheche erano vuote, così come la scrivania dei bidelli. Dalla mia postazione si poteva accedere alle 2aree principali della scuola, tramite corridoio. Poi vi erano anche 2 scale che portavano al piano superiore.
Non sembrava esserci anima viva e una strana pace regnava nel luogo.
Stato decidendo da che parte andare quando sentii un fischio. Tipo quelli degli autoparlanti. Alzai lo sguardo e ne trovai uno sulla parete destra.

}...Celyna...{

Trasalii. A pronunciare il mio nome era una voce maschile, metallica.

}Vieni Da Me{

Come nella migliore tradizione. Per non deludere le aspettative di Mister X, decisi d'accettare la sfida.
Solitamente l'interfono si trova in Segreteria e la Segreteria si trova nell'ala est dell'edificio.
M'incamminai quindi per il corridoio est e come prima, ad ogni mio passo le luci si accendevano, seguendomi in una catena al neon.
Passai un paio di porte semi aperte che non stetti nemmeno ad esaminare.
Dopo una svolta, davanti a me vi era il cubo di plexiglass che fa da entrata alla segreteria. Mi avvicinai con il cuore che batteva.
]Tu tum Tu tum[
arrivata alla soglia notai alla mia sinistra l'interfono. Ammetto d'essere rimasta delusa dal nulla di fatto. Comunque, davanti a me c'era una porta in legno.
Era chiusa.
Tempo d'aprirla.
Mi appoggiai di spalle e lentamente, abbassai la maniglia.
Rimasi per qualche istante ferma ad attendere qualche intoppo ma nulla accadde.
Come al solito, appena infilai un piede nella stanza, le luci si accesero.
Appena fui dentro notai che la stanza era vuota,completamente. Al centro una barella e su di essa un corpo. Mi avvicinai. Uno spettacolo degno di Dario Argento.
Una donna incinta in condizioni perfette la cui pancia era stata incisa a cerchio in modo che ,il feto al suo interno,fosse in vista.
Ed è stata proprio la vista del feto a farmi venire la nausea. A differenza della madre, il feto di circa 7 mesi, era in avanzato stato di decomposizione. Era un essere marcio, nero, immerso nel sangue coagulato ed attorcigliato nel cordone rinsecchito.

}Scappa Celyna....{

Alzai lo sguardo e trovai l'autoparlante sopra la porta. La voce era la stessa ma meno metallica. Iniziai a tremare.

}Scappa e Vieni da Me{

Sentii del movimento davanti a me.
L'odore mefitico della putrefazione, che fino a prima non avevo sentito, mi investì.
Guardai davanti a me. Con mio grande orrore vidi il feto a mezz'aria. Un essere nero e marcio dagli occhi bianchi che mi guardavano. Grumi di sangue che colavano il cordone staccato dalla madre.
Gridai ed iniziai a correre all'indietro verso la porta. Qualcosa m'impediva di voltarmi
Appena feci qualche passo il feto mi passò davanti e si andò a schiantare sulla parete alla mia destra. La testa si frantumò e schizzarono pezzi ovunque.
Finalmente riuscii a voltarmi.
Appena fui fuori dalla stanza iniziai ad urlare come una forsennata. Un po' per scaricare i nervi un po' per la paura.
D'un tratto sentii una voce, una bambina, che cantava...

)(
Twinkle Twinkle Little Star
Can You Save From Death My Heart
)(

Mi voltai verso la scalinata alla fine del corridoio e la vidi.
Un bambina, sette anni circa. Lunghi capelli rossi, un vestito che mi ricordava molto quello che portano le Gothic Lolitas. Le spalle scoperte. Corpetto e gonna con pizzo. Guanti e scarpette in vernice.
Era vestita di bianco e sull'orlo della gonna vi erano tante croci viola o blu scuro...Non vedevo bene.
Appena fui vicina, rimasi sconcertata dai segni che aveva su corpo. Ai lati della bocca. Sul collo e sulle spalle. Gli stessi segni delle marionette. I segni delle Giunture.
Lei mi fissava sorridente.
Fissandola mi accorsi che gli occhi erano dipinti e non reali.
La piccina si voltò e iniziò a salire le scale.

)(
Twinkle Twinkle Little Star
Can You Tell Me What I Are
)(

La seguìi su per le scale, come incantata. Ovviamente anche le luci ci seguivano. Arrivata al piano superiore, la piccola mi fece strada verso una porta in metallo. Tipo magazzino.
La bambina aprì la porta e mi ritrovai in una specie di grande magazzino. Era uno stanzone enorme e lunghissimo, illuminato da luci rosse e pieno di scaffali. Feci qualche altro passo e notai con orrore che gli scaffali erano un caos vi vasi e vasetti contenenti organi umani. Occhi, lingue, intestini, cuori e cervelli. Poi c'erano feti e interi arti. Alcuni in decomposizione altri in buono stato.
La bambina mi fissata. Nonostante non avesse sguardo percepivò la sua cattiveria.

)(
I Am A Puppet
)(

La soluzione liquida all'interno dei vasetti inizio a ribollire. Iniziai a indietreggiare ma era come se mi mancasse il fiato. Mi appoggiai alla porta.
La marionetta sorrise beffarda.
[Tre.Due.Uno.]
Il mostro lanciò un urlo acuto e terribile. Dal fondo della stanza iniziai a sentire rumore di vetro frantumato.
}No...{

Il suono si avvicinava sempre di più mentre la marionetta continuava ad urlare. Iniziavo ad avere una crisi di panico.
[Meno dieci file. Nove file. Otto file. Sette. Sei.]
Iniziavano ad arrivarmi schegge e pezzi di ogni genere.
[Meno Cinque file. Quattro file]

}NO!{

[Meno Tre file]

}NO!{

Portai le braccia al volto nella vana speranza di saltarmi. Dei pezzetti iniziavano a tagliarmi.La marionettà aveva preso ad urlare ancora più forte.
[Meno Due file]

}NO!{

[Meno Una fila. Bang!]
Silenzio. Il silenzio più totale. Spostai le braccia e all'improvviso una forza, simile ad un'onda d'urto, scaraventò via sia la marionetta che tutti gli scaffali, verso il fondo della stanza che li risucchiava come un buco nero. Rimasi letteralmente a bocca aperta.

}Non temere, mia cara. Ora sei al sicuro. Guarda, le tue ferite sono state curate.{
Mi guardai le braccia ed effettivamente restavano solo i tagli sul pigiama.
}Ora seguì la mia voce e vieni da me{
Non avevo nulla da obiettare. Con tutta probabilità era stato Mister X a salvarmi.
Andai fuori in corridoio e seguendo le indicazione della voce procedevo nella scuola. Arrivai al terzo piano.
Era diverso da tutti gli altri. Sembrava più una casa. Il corridoio di una grande villa. Le luci erano calde e soffuse. Vi era una moquette perfetta. Sui muri qualche stampa liberty.
Affascinata da tutto ciò avanzai.
}Continua, mia cara. Troverai una porta davanti a te.{
Percorsi qualche metro, poi iniziai a sentire della musica...
Ravel, Pavane per un'infante defunta.
Attraversai gli ultimi metri di corsa con il cuore in gola. Senza nemmeno pensare afferrai la maniglia e spalancai la porta....
}Finalmente sei giunta da me Mia Cara{
Lui se ne stava seduto su di una poltrona posta in penombra, a nord della stanza. Alla mia destra il grammofono continuava a suonare. Le luci erano abbassate e nell'aria aleggiava un buon profumo di sandalo.
Da non so dove arrivava il ticchetio di un orologio.
[Tic Tac Tic Tac]
Mister X si alzò e avanzo leggermente. Giusto per farsi vedere.
Era una visione paradisiaca.
Era altro circa un metro e novanta. Costituzione proporzionata ed elegante. I capelli neri arrivavano,in un taglio scalato,fino alla base del collo. Occhi neri e sguardo penetrante. Due labbra meravigliose, invitanti al bacio. Indossava un completo coordinato, composto da: giacca lunga, ti quelle di Matrix. Camicia e cravatta nera. Cintura con fibbia, pantalone nero e scarpe lucide. Perfetto semplicemente perfetto.
Non riuscivo a proferire parola. Mi sorrise e si avvicinò. Chiuse la porta alle mie spalle e mi cinse la vita...
}Il mio nome è Xavier e da molto ti stato aspettando.{
Fece cenno di tacere. Si portò dietro di me ed iniziò a massaggiarmi le spalle. Avvicinò le labbra al mio orecchio. La voce era calda e sensuale.
}Non temere...Con me sei al sicuro.{
Sentivo le sue mani scendere ed iniziare a spogliarmi. Le sue labbra, sul mio collo, scoccavano leggeri baci alternati da lievi colpi di lingua. L'eccitazione in me iniziava a crescere.
Mi sentivo persa nel suo tocco. Mi tolse la maglia ormai ridotta a brandelli. Appoggiai la testa alla sua spalla. Ricominciò il suo giochetto. La sua mano destra andava ad accarezzare e stuzzicare i seni, mentre la sinistra mi sfiorava le labbra. Non so come, mi ritrovai completamente nuda, piacevolmente in balia dei suoi gesti esperti.
Mi prese per mano e sorridente mi condusse fino alla poltrona. Se sedette e mi fece sedere a mia volta. Le gambe divaricate appoggiate sui braccioli, le braccia come abbandonate. Mi sentivo quasi allucinata ma totalmente tranquilla.Le sue mani continuavano a sfiorarmi soffermandosi soprattutto sui capezzoli turgidi per l'eccitazione crescente.
[Tic Tac Tic Tac]
Chiusi gli occhi per qualche secondo e appena furono nuovamente aperti, lui era fermo davanti a me. In mano aveva quello che sembrava un fioretto. Lo guardava girandolo e rigirandolo. Io non mi mossi...Non ne avevo le forze.
}Non temere mia piccina. Non ti farò alcuno male. Questo fioretto si chiama Estoc ed è affilato solo in punta.{
Xavier puntò l'arma alla mia spalla sinistra e praticò un lieve taglio. Non sentii nulla. Si abbasso e leccò via il sangue che ne usciva, provocandomi parecchi brividi. Un altro taglio, braccio destro. Un'altro ancora, seno sinistro. La mia eccitazione cresceva e continuavo a chiedermi quando mi avrebbe penetrata. Io nuda e in sua balia. Lui ancora perfettamente vestito.
[Tic Tac Tic Tac]
D'un tratto si fermò. Me lo ritrovai a due centimetri dal volto. Ansimavo.
Lui sorrise ed insinuò un dito nel mio Segreto sfiorandone il bottoncino.
Una luce si accese in me.
[Tic ...
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