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staimale.peperonity.net

6- VITA A SCUOLA


Il giorno successivo il telefono squillò alle 8 am e io scattai verso il
telefono e alzai la cornetta con il fiato sospeso sperando che fosse Tim. Ma
era qualcuno della chiesa dei miei genitori e chiamai mia madre al telefono.
Ciondolai per la casa tutto il giorno aspettando lo squillo del telefono e
tutte le volte che lo fece risposi dopo il primo squillo, nella speranza che
fosse lui. Verso le 10 pm ero esausto, turbato e mi sentivo come se il mio
stomaco e il mio cuore fossero stati strappati via dal mio corpo.
Mi sedetti nella mia stanza con la delicata musica di Enya come sottofondo e
una candela accesa sulla mia scrivania fissando la buia notte fuori dalla
finestra. Gli alberi stavano oscillando violentemente per il vento che aveva
continuato a soffiare forte da ieri. Ero stanco e sconvolto e una singola
lacrima mi scese lungo la guancia. Non riuscivo a capire perché non mi
avesse chiamato dopo tutto quello che mi aveva detto, che mi amava.
Forse Sam aveva ragione e lui stava solo provando com'era con i ragazzi e
ora mi odiava per quello che avevamo fatto. Non credo che sarei riuscito a
sopportare il fatto che mi odiasse, sarebbe stato troppo per il mio
innocente e ingenuo cuore.
Mi infilai sotto le lenzuola del mio letto e soffocai la faccia nel cuscino
e respirai a fondo per sentire il suo odore da quella volta che eravamo
insieme nel letto. Riuscivo ancora a sentirlo e quando chiusi gli occhi
sentii il suo forte corpo nudo contro il mio. Iniziai a piangere finché non
mi addormentai.
La mia sveglia mi svegliò alle 5.30 la mattina seguente, così presto perché
avevo l'allenamento di nuoto. Spensi la sveglia e decisi di saltarlo, ma mio
padre bussò delicatamente alla porta, entrò e accese la luce, ricordandomi
dell'allenamento di nuoto. A volte pensavo che l'unica ragione per cui ero
nella squadra di nuoto era mio padre. Lui era nella squadra di nuoto a
scuola e pensava che era la migliore cosa che gli fosse mai successa,
principalmente perché incontrò la mamma in un incontro interscolastico e si
sposarono 3 anni dopo. Poi arrivai io e gli rovinai tutti i grandi progetti
che avevano. Sia mamma sia papà abbandonarono l'università e non me lo
facevano mai dimenticare. Non fraintendetemi, erano felici insieme ma
provavano a vivere attraverso mia sorella e me. Avevo paura del giorno in
cui avrebbero scoperto che il loro unico figlio era una checca.
Lentamente mi stirai sotto le coperte e guardai in basso il mio corpo,
chiusi gli occhi per un istante e immaginai di essere di fianco a Tim.
"Oh Tim come abbiamo fatto ad arrivare così lontano e perderci così?"
La mia erezione mattutina stava premendo contro il piumone e la raggiunsi
stringendo gentilmente e sfregando la sua sensibile testa. Fremetti al tocco
e iniziai a perdermi nelle mie fantasie. Immaginai la delicata, calda lingua
di Tim leccare gentilmente il contorno delle mie palle, mandando lampi di
energia su per la mia spina dorsale. Il mio cuore iniziò a correre e il mio
battito accelerò mentre la sua lingua iniziò a muoversi verso l'alto lungo
la parte inferiore della mia asta verso la mia calda viola pulsante
cappella. La prese in bocca e la sua lingua provò a trovare strada nella
fessura. Provai a trattenermi, ma in quel momento tutto nel mondo si fermò e
iniziai a eiaculare.
Rimasi steso ansimando e aprii gli occhi per vedere che non c'era nessuno,
ero da solo.
L'allenamento di nuoto fu abbastanza blando, a parte il fatto che il mio
corpo non era pronto ad uno sforzo intenso, dopo il weekend. Ma non a causa
del sesso, per il diabete.
Mentre mi cambiavo intravidi Tim che si dirigeva verso lo Sport Centre e mi
diedi una mossa ad indossare l'uniforme scolastica per correre fuori il più
presto possibile e vederlo. Tim stava parlando con alcuni altri studenti e
stava ridendo per qualcosa. La mia faccia arrossì immediatamente ed ero
terrorizzato che stesse parlando di me. Mentre camminavo dietro di loro mi
fermai, mi sedetti su una panchina che dava sulla palestra e chiesi a Scott
chi c'era nell'ora di Inglese e se avesse preparato le letture della
settimana, poi dissi:
"Oh, ciao Tim", cercando di guardarlo dritto negli occhi, ma finii col
guardare uno degli altri ragazzi. Lui non rispose e io iniziai a soffocare,
poi camminai via da lì mentre sentivo gli altri chiamarmi frocio,
succhiacazzi, checca.
La mia mente iniziò a correre e pensai che stavo per vomitare o per cadere o
per fare tutto tranne che vivere. Se la terra si fosse aperta e mi avesse
inghiottito non me ne sarebbe importato nulla in quel momento. Per quello
che mi riguardava, avevo smesso di vivere il momento in cui Tim non mi aveva
nemmeno guardato né risposto.
Calciai la porta dello Sport Centre per aprirla e per metà barcollai e per
metà corsi via. Avevo bisogno di stare da solo, lontano da tutti e
specialmente lontano da Tim. Alla cieca trovai la strada per una sedia che
dava sull'ovale principale e sedetti lì fissando lo spazio. Lacrime si
stavano formando nei miei occhi, ma mi stavo mordendo il labbro tanto forte
da smettere di piangere.
Non mi accorsi che qualcuno era in piedi proprio dietro di me e chiamava il
mio nome. Sobbalzai quando sentii una mano sulla mia spalla e un fiume di
lacrime sgorgò sulla guancia verso la bocca dove si mescolarono con il
sangue che era uscito dove mi ero morso il labbro per smettere di piangere.
Mi girai sperando disperatamente che fosse lui e guardai verso l'alto
attraverso la foschia data dalle lacrime e mi trovai faccia a faccia con
Tim. Dai suoi profondi occhi castani stavano sgorgando lacrime che
brillavano per il riflesso del sole del mattino. Lentamente passò un dito
lungo la mia guancia e sopra le mie labbra, dove indugiò per un momento
prima di toglierlo e portarvi le sue labbra per baciarmi. Questo gesto
speciale mi fece spezzare il cuore e le paratoie si aprirono così che le
lacrime potessero scendere lungo la mia faccia e il mio collo sulla camicia.
"mi dispiace, per favore perdonami, mi dispiace così tanto, solo che non
posso.sono così spaventato."
Si accasciò sulla panchina di fianco a me con la faccia tra le sue mani
mormorando che gli dispiaceva e di scusarlo. Allungai esitando la mia mano
fino ad afferrare la sua. Non appena le mie dita toccarono le sue, la mano
di Tim afferrò la mia come una morsa.
Rimanemmo così per molto tempo, finché non ci rendemmo entrambi conto di
dove eravamo e ci guardammo intorno per vedere se qualcuno ci aveva visti.
Nessuno ci stava prestando attenzione, era ancora troppo presto per la gran
parte degli studenti per arrivare. L'unica cosa che ci stava osservando era
una gazza che ci fissava curiosa ad un paio di metri da noi, scotendo la
testa e buttando un occhio su di noi cautamente.
In quel momento sapevo esattamente quanto amavo quel ragazzo, non solo per
il bell'aspetto datogli da dio, ma amavo lui e tutto quello che lo
riguardava. Iniziai a parlare e questo aprì un'ondata di emozioni. Volevo
sapere perché non aveva chiamato; se aveva davvero la fidanzata, perché,
perché, perché!! Volevo sapere tutto, volevo capirlo. Lui si aprì con me e
mi spiegò che era spaventato dai sentimenti che provava per me, aveva la
ragazza, ma sapeva che non l'amava e nemmeno voleva fare sesso con lei. Lui
voleva stare con me. Ma non era pronto per una relazione completa e nemmeno
per decidere se fosse gay o etero o bisex o qualsiasi altra cosa.
Rimasi seduto lì ascoltando e ponendo altre domande, mi disse che ero la
prima persona con cui si era sentito completamente a proprio agio, con cui
poter essere se stesso senza il bisogno di nascondere i suoi veri sentimenti
ed emozioni.
Non mi aveva telefonato perché aveva pensato che se non mi avesse rivisto
allora quei sentimenti sarebbero potuti scomparire e sarebbe tornato ad
essere "normale" o qualcosa di simile. Ma era stato così triste pensando a
me e aveva iniziato a chiamarmi molte volte ma non aveva mai digitato
l'ultimo numero. Ero così felice di sentire che mi aveva pensato e che
provava i miei stessi sentimenti. Ero davvero pazzo di gioia ma poi le cose
iniziarono ad andare un po' peggio.
Tim faceva parte del gruppo e girava con tutti i ragazzi sportivi; mentre io
tendevo ad uscire con um uscire con um.me stesso. Tutti mi rendevano la vita
difficile, persino gli insegnanti, dopo tutto era una scuola molto religiosa
e molto snob e io ero diverso, io ero calmo e meditabondo in mezzo a gente
come loro e non sembrava ci entrassi dentro. Tim era preoccupato che se
iniziava a girare con me a scuola gli altri ragazzi avrebbero iniziato a
parlottare. Mi sentivo distrutto ma sapevo anche che quello che stava
dicendo era abbastanza realistico, se all'improvviso il ragazzo più popolare
della scuola iniziava a girare con il "ragazzo gay". Prontamente fui
d'accordo con lui anche se il mio cuore si stava spezzando.
Tim propose di mantenere le distanze, ma una volta fuori dalla scuola
sarebbe stato completamente diverso. Tutto ciò mi sembrò sensato, nonostante
non volessi davvero pretendere di non essere amici o amanti come stavamo
diventando rapidamente.
La campanella suonò e lui rapidamente mi afferrò la mano e la strinse e mi
chiese se volessi incontrarlo a casa sua dopo la scuola. Il mio cazzo
divenne duro al pensiero e tutto quello che potei fare fu annuire come
risposta. Tim ammiccò e corse via verso il dipartimento di scienze
lasciandomi a pensare a qualcosa che facesse scendere il mio duro membro.
Guardai l'orologio ed erano quasi cinque minuti alle nove e sapevo che in un
modo o nell'altro dovevo affrontare le prossime sei ore senza scoppiare
sapendo quello che mi aspettava dopo. Mi alzai e camminai verso la mia prima
lezione del giorno, Inglese con Ms Summers, la mia insegnante preferita.
Raggiunsi l'aula proprio mentre la campanella segnalava l'inizio della prima
ora e Ms Summers guardò in alto con un guizzo di divertimento negli occhi e
mi chiese come era stato il weekend. La guardai con uno sguardo vacuo e le
dissi che era stato bello. Lei sorrise e mi lanciò una sorta di sogghigno
storto mentre andavo verso il mio posto. La lezione passò in fretta e gli
altri ragazzi in classe rimasero tra loro per la maggior parte del tempo,
facendo solo qualche sprezzante commento verso di me, molto diversamente
dalla maggior parte delle altre lezioni.
Alla fine dell'ora Ms Summers mi chiese di restare per alcuni minuti perché
voleva parlarmi del mio compito. Aspettai che Ms Summers finisse di
cancellare la lavagna. ...
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