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8-vita a scuola


Le settimane seguenti passarono velocemente e Tim ed io cademmo in una
strana routine. Io l'avrei evitato a scuola e se ci fossimo visti avremmo
fatto finta di non conoscerci. Fa molto male non poter parlargli o
mostrargli i miei sentimenti in pubblico. Accettai tutto ciò perché ero così
innamorato di lui e non ci pensai molto finché Ms Summers, ehm voglio dire
Cass mi chiese come mai io e lui non ci parlassimo mai a scuola. Nonostante
la promessa fatta a Tim di non raccontarle nulla di noi, dovetti farlo
principalmente perché era davvero facile parlare con lei ed aveva molta
esperienza.
Avevo parlato a Cass durante la settimana dopo che lei mi aveva dato il suo
numero, ancora non le avevo telefonato ma stavo iniziando a trattarla come
una sorella maggiore. Lei aveva incontrato la sua fidanzata all'Università
sei anni fa quando entrambe stavano lottando per uscire allo scoperto e
quindi capiva davvero cosa stessi passando io adesso. Mi suggerì di parlare
a Tim chiedendogli magari di essere un po' più amichevole con me a scuola
anche solo per dirmi ciao. Ero preoccupato di cosa quel gesto avrebbe potuto
causare a Tim, perché tutti i suoi amici pensano che io sia bizzarro e se
lui iniziava ad essere gentile con me poteva voler dire guai seri.
Quella sera andai sull'argomento con Tim, all'inizio era davvero incazzato
perché avevo parlato con Cass e iniziò a tremare e a diventare pallido
sapendo che qualcun altro era a conoscenza della nostra piccola vita segreta
come la chiamava lui. Ma quando lo pregai di rifletterci sopra finalmente fu
d'accordo di iniziare a parlarmi a scuola. Dopo qualche ora mi guardò, steso
nudo sul suo letto e disse:
"Tu sai che mi sono davvero innamorato di te, sei così perfetto, i tuoi
capelli biondi e i tuoi occhi azzurri mi fanno impazzire, quello che faccio
durante tutto il giorno è pensarti e volerti stringere e mostrare quanto ti
amo"
I miei occhi iniziarono ad appannarsi mentre diceva questo e lo tirai più
vicino a me abbracciandolo più forte che potessi sperando che non andasse
mai via. Tim poi allungò una mano sotto al letto e tirò fuori una piccola
piccola scatolina. L'aprì e prese un piccolo anello d'argento che mi diede.
"Ti amo veramente e voglio che tu abbia quest'anello per ricordarti quanto
ti amo, sono solo terrorizzato dal pensiero di uscire allo scoperto e
perdere i miei amici a scuola e farlo scoprire ai miei genitori. Ma capisco
come ti senti così ti parlerò a scuola, ma non renderlo troppo evidente,
ok?"
Ero fuori di me dalla gioia mentre mi infilavo l'anello al dito e mi
sporgevo per baciarlo.
Il giorno immediatamente successivo, mentre stavo aprendo il mio armadietto,
Tim passò di lì con David, Anthony e il resto del suo piccolo gruppo. Mentre
passavano Tim mi sorrise e mi disse ciao. Io ero troppo scioccato per
reagire e rimasi immobile a fissare l'armadietto mentre passavano e udii
Anthony dire ad alta voce:
"Perché cazzo saluti quel finocchio?"
Mi girai e vidi Tim afferrarlo per la camicia e tirarlo vicino alla sua
faccia dicendo:
"Non essere idiota Anthony lui è ok, mi ha aiutato con la matematica così
non sarò bocciato ok!"
Guardai con orrore mentre Anthony si allontanò e disse:
"Bene, se stai diventando un finocchio puoi andare vaffanculo".
"Non sto DIVENTANDO finocchio, testa di cazzo; forse tu, mezza sega."
Tim poi iniziò a camminare a grandi passi nella direzione opposta alla loro.
Io chiusi velocemente l'armadietto e lo seguii a distanza di sicurezza. Lui
entrò nel bagno e io entrai dopo di lui. Rapidamente mi guardai intorno e
vidi che non c'era nessun altro intorno così bussai all'unica porta chiusa.
"Vaffanculo, sto cagando!"
"Sono io" dissi.
La porta si aprì e apparve il volto di Tim sporco di lacrime.
Lo guardai e mi fece quasi spezzare il cuore; sembrava così triste e così
solo. Lo raggiunsi e gli asciugai le lacrime con la mano, lui singhiozzò e
mi guardò.
Come fai a sopportarlo tutte le volte, tutta la merda che tutti ti tirano,
io non riesco a capirlo.
Alzai le spalle e scossi la testa perché non era vero che lo sopportavo. Non
è mai stato diverso, così ogni volta me l'aspetto. Loro non mi conoscono e
non mi importa nulla di loro.
Lo abbracciai e lui si asciugò gli occhi con la carta igienica.
"È che ti amo così tanto che mi ferisce quando la gente è stronza con te,
specialmente quando sono i miei amici."
"Non ti preoccupare, sono degli idioti, non sono importanti, ma tu lo sei
per me e ti amo anch'io e questo è tutto ciò che importa."
Gli rubai un veloce bacio e in quel momento qualcuno tossì. Il mio cuore
smise di battere ed ero troppo terrorizzato per girarmi e guardare chi
fosse. Tossirono di nuovo e tutto il mio sangue scappò dalla mia testa e
sono sicuro che sarei caduto per terra se Tim non mi stesse tenendo su.
Era un ragazzo più giovane di un anno, Nick, era nella squadra di nuoto. La
mia faccia diventò rossa e Tim provò a dire qualcosa ma prima che potesse
formulare una frase Nick interruppe e rise. Stava iniziando a farmi
arrabbiare, ma poi sorrise.
"Bene ho sempre saputo che eri gay Josh, ma Tim non ci posso credere, wow
non siamo poi così pochi in questa scuola."
Nel mio stato di shock quello che Nick aveva appena detto non era rimasto
impresso nel mio cervello leggermente ubriaco. Anche Nick era gay? Questo
era veramente un giorno di sorprese! Tim mi strinse ancora più forte e la
sua faccia era bianca come un lenzuolo. Guardai nei suoi occhi e vidi che
era assolutamente terrorizzato essendo stato scoperto, nonostante anche Nick
fosse gay. Iniziai ad allarmarmi quando mi resi conto che Tim stava
respirando in un modo strano. Lo tirai su un water e lui vomitò e continuò
finché non smisero i conati di vomito. Nick rimase con noi continuando a
chiedere se stesse bene.
Gli suggerii di andarsene mentre io avrei aiutato Tim a raggiungere
l'infermiera della scuola. Tim era mezzo seduto sul pavimento del bagno e
iniziò ad avere un aspetto migliore così lo aiutai a rialzarsi e lo
accompagnai in infermeria. Quando vi arrivammo quasi collassò su una sedia e
l'infermiera corse dritta verso di noi chiedendo cosa fosse successo.
"Ha vomitato, non saprei proprio quale possa essere la causa". Ero veramente
preoccupato per lui e la sua reazione all'essere scoperti da Nick; e
sicuramente Nick non avrebbe raccontato a nessuno il nostro segreto. Aiutai
l'infermiera a mettere Tim su una sedia poi mi chiese se aveva lamentato
qualche malessere o altro. Le raccontai tutto ad eccezione della parte in
cui ci siamo baciati e Nick ci ha scoperti, le dissi solamente che
all'improvviso è sbiancato poi ha iniziato a vomitare. Chiese se i suoi
genitori fossero a casa e io risposi che probabilmente non c'erano. Tim
scosse la testa e disse che suo padre era all'estero per affari e sua madre
era in giro per l'Australia. L'infermiera non sapeva cosa fare, pensò che
probabilmente aveva avuto un problema di stomaco ed era meglio che andasse a
casa, ma qualcuno doveva restare con lui nel caso peggiorasse e avesse
bisogno di vedere un dottore o di qualcosa.
Suggerii di portarlo a casa con me, ma lei disse che io non potevo lasciare
la scuola a metà della giornata. Allora mi consigliò di lasciarlo in
infermeria poi portarlo a casa nel pomeriggio. Accettai e dissi a Tim che
sarei tornato dopo l'ultima lezione per portarlo a casa. Annuì debolmente e
disse:
"Qui è dove ci incontrammo, ti ricordi?"
Sorrisi e mi venne una voglia furiosa di baciarlo e stringerlo, ma mi
trattenei. Lo lasciai e tornai al mio armadietto. Quando vi arrivai era
ancora l'ora della pausa pranzo e Nick era lì che mi aspettava.
"Sta bene Tim? L'ha presa davvero male, vero? Non ho mai visto nessuno
preoccuparsi così tanto!" alzai le sopracciglia e dissi che è spaventato che
la gente sappia che è gay. Rise e concordò con me che era davvero in grosso
problema considerando che la nostra scuola era uno dei posti più
macho-etero-bigotti sulla terra.
Parlammo per un po' e mi raccontò che sta frequentando un altro ragazzo
della squadra di nuoto, Dan, da circa sei mesi. Rimasi sbalordito, sapevo
che erano amici ma non avrei mai immaginato che facessero parte anche loro
del "club". Mi chiese da quanto tempo stavamo insieme, e gli risposi da
circa tre settimane. Annuì e disse che all'inizio è difficile ma dopo un po'
ci fai l'abitudine a nasconderti da tutti. Io non volevo passare tutta la
mia vita a nascondermi comunque, non mi vergognavo affatto di chi ero. Fui
d'accordo con lui poi prese un pezzo di carta e vi scrisse il suo numero e
suggerì che dovremmo uscire tutti insieme da qualche parte.
Nick si allontanò e ancora mi si era presentato qualcuno di cui mi potevo
fidare. Per qualcuno come me che aveva speso molti anni con pochi amici e
così poche persone con cui parlare a scuola, stavo iniziando ad avere
qualche buon amico.
Passai il resto del pomeriggio provando a concentrarmi sul mio lavoro ma i
miei pensieri rimasero vagabondi per Tim chiedendomi come stesse.
Quando la campanella suonò raccolsi le mie cose dall'armadietto e andai in
infermeria per portare Tim a casa. Quando entrai stava dormendo sul lettino
e sembrava così perfetto e così tranquillo. L'infermiera mi raggiunse e mi
parlò per qualche minuto. Era preoccupata per lui, pensava che fosse in uno
stato di shock o qualcosa del genere e mi chiese se qualcosa l'aveva
sconvolto recentemente. Alzai le spalle e lei mi lanciò uno sguardo
interrogativo. Svegliai Tim, lui aprì i suoi occhi castani, mi guardò e
sorrise.
"Ciao, come ti senti?"
"Sto bene, solo un po' stanco".
"Ok bene ti porterò a casa da me; non credo che tu possa stare in casa da
solo".
Tim iniziò a protestare ma gli assicurai che i miei genitori non avrebbero
fatto storie. Annuì e andammo da me.
Quando arrivammo lo portai nella mia stanza e lo misi sul mio letto. Gli
chiesi se voleva qualcosa e rispose di no, voleva solo dormire. Mi sporsi su
di lui e lo baciai gentilmente sulla fronte poi lasciai la stanza spegnendo
la luce.
Quando i miei genitori tornarono a casa gli dissi che Tim era stato male a
scuola e i suoi genitori erano via così avevo pensato che sarebbe stato
meglio per lui se fosse stato qui. Mio padre fu d'accordo e mia madre mi
guardò e fu d'accordo ma solo dopo un attimo di esitazione. Mi chiese
cos'aveva e io risposi che non lo sapevo e che avevo pensato che fosse
stressato riguardo il suo HSC che era tra sole otto settimane.
Salii e gli parlai con i miei genitori e loro dissero che poteva restare ...
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