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staimale.peperonity.net

ultimo cap. vita a scuola

Tim rimase da me solo una notte e ritornò a casa sua il giorno seguente dopo
la scuola. La settimana praticamente volò, nonostante una bella
chiacchierata con Nick sull'essere gay e riguardo la sua relazione con Dan.
Lui e Dan si vedevano già da un bel po', avevano scoperto di essere entrambi
gay quando finirono ubriachi a letto insieme dopo una festa. Stavano insieme
un sacco di tempo a scuola e ovviamente fuori dalla scuola erano
praticamente inseparabili. Passavano più tempo possibile nei weekend andando
in giro e praticando sports, nonostante Nick mi ammise che era difficile
trovare tempo per divertirsi e a volte si nascondevano nel dipartimento di
recitazione a scuola!
Il weekend arrivò e Tim ed io potemmo spendere un po' di tempo insieme sulla
costa.
Dopo la scuola tornammo da Tim e raccogliemmo alcune cose che ci potevano
servire per il weekend, Tim stava iniziando a rilassarsi sempre di più
quando eravamo insieme in pubblico e a scuola aveva addirittura iniziato a
pranzare con me. Tim prese in prestito la BMW Z4 nuova fiammante di suo
padre per il weekend e decidemmo di guidare lungo tutta la strada su per la
costa con la capote abbassata. Pompammo su lo stereo con il meraviglioso
rock dei Muse e rombammo verso la freeway con Tim al volante. Mentre stavamo
passando la nostra scuola sulla highway Tim si sporse verso di me e mi diede
un veloce bacio sulle labbra. Un'anziana signora su una Volvo di fianco a
noi quasi sbandò fuori strada mentre ci vide baciarci, ma noi ridemmo e
continuammo per la nostra strada.
Stava facendo buio quando arrivammo alla casa e stava certamente facendosi
freddo così vicini alla spiaggia. Rabbrividimmo quando il motore si fermò e
il riscaldatore smise di riscaldare l'interno della macchina aperta.
Accompagnai Tim alla casa e afferrai la sua mano mentre lo portavo
direttamente fuori sulla terrazza posteriore che domina dall'alto la
spiaggia.
La casa era costruita direttamente sulla spiaggia, lontana dalle altre case
così da poter avere totale privacy e isolamento da chiunque passasse di lì.
Tim mi afferrò da dietro e appoggiò la sua testa sulla mia spalla,
abbracciandomi e guardando le onde che si infrangevano sul bagnasciuga. La
notte era serena e la luna splendeva luminosamente permettendo di vedere le
onde che si rompevano sulla sabbia. Rimanemmo in quella posizione per
sempre, ondeggiando lentamente al ritmo l'uno dell'altro apprezzando la
vicinanza e il contatto l'uno dell'altro.
Alla fine mi tirai via e mi girai raggiungendo così le sue labbra e
baciandolo. Riuscivo a sentire il suo cazzo che si stava indurendo contro il
mio che era gia eretto e ridacchiai tra me e me al pensiero di cosa sarebbe
successo in quel weekend! Eravamo così dannatamente eccitati e arrapati che
presto iniziammo a sfregare le nostre anche insieme in una selvaggia danza
sessuale. Staccai le mie labbra dalle sue e mi spostai in basso verso il suo
pacco dove usai i denti per aprire i bottoni dei suoi D&G jeans. Fui
ricompensato con un durissimo e piuttosto appiccicoso cazzo che mi colpiva
la guancia, non indossava underwear quindi feci quello che viene
naturalmente e feci scivolare il suo cazzo nella mia bocca e gli feci un
pompino che gli fece tremare le ginocchia.
Prima che eiaculasse mi tirò su e mi baciò appassionatamente e spostò le sue
attenzioni giù verso il mio cazzo. Si abbassò su di me e io chiusi gli occhi
mentre le sensazioni mi spazzavano via. Sentire la bocca di Tim attorno al
mio cazzo e il suono delle onde che si infrangevano e il vento sulla
spiaggia mi portarono così vicino a venire così velocemente. Tirai il mio
cazzo fuori dalla bocca di Tim e sparai il mio carico tutto sul terrazzo di
legno. Mentre venivo, il cazzo di Tim eruttò aiutato dalla mia mano, anche
lui sul terrazzo.
Ci alzammo e ci baciammo ancora un po', poi entrammo a braccetto in casa.
Accesi poche luci e misi un CD soft di Enya nello stereo. Accesi qualche
candela in diversi punti della casa mentre Tim prese una bottiglia di vino
dalla spesa e alcuni snacks da mangiare. Nonostante fosse freddo fuori
decidemmo di sederci all'aperto e guardare il Mondo passarci davanti.
Presi i cuscini per le sedie fuori e Tim mi raggiunse. Ci raggomitolammo
sotto una grande coperta di lana, sorseggiando vino e ascoltando le sonorità
di Enya dalla casa e le onde che si infrangevano. Per la prima volta nella
mia vita mi sentivo davvero completo e felice.
Mi rannicchiai vicino a Tim e gentilmente gli presi la mano nella mia e
presi un sorso di vino. Riuscivo a sentire il suo cuore battere regolarmente
contro il mio petto e il calore del suo corpo mi faceva fremere. Rimanemmo
seduti per ore solo tenendoci l'un l'altro, parlando della vita e del nostro
futuro insieme. Gli chiesi come si sentisse nei riguardi di chi sapeva che
era gay e che stava con me. Sospirò e guardò le onde poi mi disse che stava
iniziando ad accettare il fatto che era gay specialmente quando era con me,
ma era spaventato dal pensiero dell'uscire allo scoperto e di dirlo alla
gente. Ero spaventato anch'io, ma pensavo che non dovevo dirlo per forza,
potevo condurre una doppia vita. Rise quando glielo dissi e mi chiese se
questo significava che mi sarei sposato. Gli chiesi allora se lui pensava di
sposare qualcuno nonostante fosse gay. Alzò le spalle senza dire niente,
fissando l'oceano.
Ebbi la sensazione ancora che Tim mi stesse nascondendo qualcosa, così
rimasi in silenzio per un po' di tempo tenendolo stretto vicino al mio
corpo. Tim improvvisamente si dimenò e si spostò via, mi guardò dritto negli
occhi e si schiarì la gola.
"Josh, se mai dicessi ai miei genitori che sono gay, mio padre mi metterebbe
in croce e non mi parlerebbe mai più. Spesso parla delle checche con cui
deve lavorare e non riesce proprio a sopportarli. Non potrò mai uscire allo
scoperto mentre mio padre è qui intorno."
"E tua madre?" chiesi.
"Lei, non penso che lei sappia che io esisto; è sempre in giro in vacanza da
qualche parte facendo qualcosa con qualche uomo. I miei genitori non hanno
dormito sotto lo stesso tetto da quando avevo dieci anni".
"Cosa?"
"Sì, quando mio padre sa che mia madre sarà a casa, rimane in città in un
appartamento e viene a casa solo quando sa che lei non è nei paraggi. Lui ha
sempre una nuova segretaria giovane che si occupa dei suoi bisogni, hah, mi
chiedo quanto venga pagata" disse amaramente.
Gli presi il viso tra le mie mani e gentilmente gli baciai le labbra e lo
fissai negli occhi. Sembrava essersi ritirato nello stadio di bambino e i
suoi bellissimi occhi marroni erano pieni di lacrime.
"Non voglio diventare come i miei genitori" urlò.
Non capii quello che voleva dire così glielo chiesi. Mi raccontò che loro si
erano incontrati a scuola ed erano innamorati dalle superiori, ma si erano
allontanati l'un l'altro fino ad ora e adesso, vent'anni dopo, difficilmente
riconoscevano l'esistenza l'uno dell'altro.
Finalmente capii quello che voleva dire, se stava con me pensava che avremmo
finito per odiarci l'un l'altro. Gli dissi che noi eravamo diversi e saremmo
stati ok perché ci amavamo e tutto sarebbe stato ok.
Si rannicchiò tra le mie braccia e pianse e pianse, io solo lo tenni stretto
tra le mie braccia, colpendolo dolcemente cercando di trattenermi dal
piangere con lui. Presto iniziò a smettere di piangere e il suo respiro si
fece più pesante e si addormentò tra le mie braccia. La sua testa riposava
contro il mio petto e riuscivo a sentire il suo forte torace muoversi su e
giù mentre respirava. La sua faccia era l'immagine della perfezione, nel suo
sonno la sua bocca era curvata a formare un sorriso e ogni tanto emetteva un
piccolo sospiro durante il sonno.
Rimasi seduto con Tim tra le mie braccia guardando fuori l'oscurità della
notte contento e felice di stare con il ragazzo che amo. Ripensai alle
ultime due settimane prima di iniziare a vedere Tim e poi agli attacchi di
cuore e l'orrore di stare con lui e scappare via. La mia vita aveva trovato
uno scopo, stare con questo ragazzo che aveva così tanti problemi nel
rapporto con i suoi genitori. Mi chiesi cosa il futuro avesse in serbo per
noi. Come avremmo passato il resto dell'anno scolastico? Erano rimaste solo
altre 8 settimane di scuola e gli esami e poi eravamo liberi.
Avrei dovuto decidere cosa avrei fatto all'università, e poi finalmente
sarei stato capace di scappare dal ruolo che i miei genitori si aspettavano
giocassi. Avrei potuto spiegare le ali e volare, librandomi in aria in un
mondo tutto mio. E così disperatamente volevo che Tim fosse lì con me.
Sapevo che nessuno dei due era pronto ad uscire allo scoperto e a far sapere
al mondo che eravamo gay, specialmente non a scuola. Tutti gli amici di Tim
erano così omofobici e non sarebbero stati dalla sua parte se avesse
rivelato la verità.
Mi chiesi come i miei genitori avrebbero reagito, avevo un sentore che mia
madre già sospettasse qualcosa; era il modo in cui mi guardava. Mio padre
d'altro canto era un vero enigma, non ho mai saputo come si sentiva riguardo
qualsiasi cosa, di sicuro mi amava e mi avrebbe dimostrato affetto ma non si
è mai lasciato andare ai suoi veri sentimenti. Ero sicuro che per mia madre
sarebbe stato OK dopo tutto aveva amici gay quando era più giovane, ma ero
comunque preoccupato.
Continuai a pensare e la mia mente iniziò a rallentare finché non mi
addormentai ancora stringendo Tim.
FINE ;_( DATEMI UN FAZZOLETTO


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