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#un giorno ci siamo incontrati per strada

Un giorno ci siamo incontrati per strada...
[ by Nikky ]


Io e P. siamo cresciuti insieme. Infanzia, adolescenza, scuola.
Solo l´università ci ha divisi. Divisi praticamente per sempre. Siamo due ragazzi molto diversi. Lui è silenzioso, sportivo, riservato, bello.... Tanto bello....
Io sono vivace, loquace, non faccio sport ma sono comunque carino.
Adesso io vivo da solo. Ho un lavoro, sto finendo di studiare e sono suo vicino di casa, anche se non ci vediamo mai...
So che lavora e che ha la ragazza....
Un giorno ci siamo incontrati per strada. Abbiamo chiacchierato un po´. Dopo una mezz´oretta ho pensato di invitarlo a cena. Non aveva mai visto la mia casa in due anni che vivo lì...
Lui accettò, e molto volentieri...
P. non sa che sono gay, o almeno non direttamente da me.
Sono le otto e suona il campanello: è lui!
Sono un po´ emozionato, dopo così tanto chissà se avremo ancora qualcosa da dirci...
Ci siamo messi a tavola e, stranamente, lui era particolarmente loquace. Abbiamo parlato dei vecchi tempi, degli amici in comune, e così via...
Poi ci siamo accomodati in soggiorno e gli ho fatto vedere un film girato da me...
Gli piacque molto. Continuammo a parlare bevendo del vino rosso (forse un po´troppo...) finchè con un urto azzardato, P. si macchiò la camicia.
Gli dissi di non preoccuparsi e di togliersela, così gliela smacchiavo.
La portai in bagno e la appesi. Doveva stare così una mezz´oretta perché si smacchiasse con cura.
Tornai in soggiorno e lo guardai. Era a torso nudo, con i jeans... era bellissimo.
Capelli castano scuri ricci, occhi scuri scuri. Un corpo scolpito ma non palestrato, diventato così grazie a mille sport...
Aveva i capezzoli piccoli e gli addominali scolpiti.
Cercavo di immaginare cosa potesse esserci sotto quei pantaloni..
Mi sedetti accanto a lui, un po´ teso, e bevvi ancora un po´ di vino...
Iniziava a girarmi un po´ la testa...
Ci fu silenzio e ad un tratto sentii la sua mano sulla mia coscia.
Lo gurdai negli occhi. Mi disse "Grazie e scusa per il disturbo"
"Figurati gli risposi". La sua mano rimase sulla mia gamba.
Lo fissai intensamente... "Che cosa c´è?" gli chiesi
"Niente" mi disse "non importa".
"Dai, non avrai paura di me?" gli risposi...
Allora lui continuò :"E´che mi sento strano...ti conosco da una vita, non ti vedevo da un sacco. Mi sento diverso, a mio agio ma spaventato...non so che mi prende"
A questo punto decisi tentare. Gli misi una mano davanti alla bocca per farlo tacere e poi mi avvicinai a lui baciandolo.
Non si scansò. Sentii la sua lingua uscire e cercare la mia. Io aprii la mia bocca e le nostre lingue si trovarono. Fu un bacio appassionato, lungo intenso e morbido. Aveva un buon sapore...
Con la mano gli accarezzai il petto e i capezzoli, scesi agli addominali. Lo vedevo soddisfatto e rilassato.
Mi fermai. Lo guardai e gli dissi: "Vuoi che smetta?" Lui rispose: "Andiamo di là"
Lo portai in camera. Si distese sul letto. Continuammo a baciarci per un po´, poi gli slacciai a cintura, gli tolsi scarpe e pantaloni lasciandolo in mutande. Dai suoi belli e attillati slip intravidi il suo uccello già molto duro.. Avevo perfino paura di vederlo. Era bello grosso e lungo. Gli avrei fatto di tutto... e così è stato.
Gli sfilai le mutande e lo osservai: mi veniva quasi da piangere. Lo accarezzai, dal glande alle palle, aspettando che si eccitasse completamente. Lo masturbai per un paio di minuti. Fichè lo presi in bocca. Iniziai a succhiare quei 20 cm come se dovessi divorarli: su e giù, su e giù. Quasi mi soffocavo. Gli leccai i testicoli, l´asta e il glande per almeno 10 minuti. Lui era fuori di sé. Stava godendo come una bestia. Le sue mani si tenevano con forza alla spalliera del letto.
Mi spogliai completamente. Continuavo a non staccarmi dal suo pene. Era il desiderio di una vita. Era così caldo, buono..aveva quell´odore di maschio... D´un tratto mi fece smettere. Mi buttò a pancia in su e mi fece lui un bel pompino. Leccava il mio uccello con gusto, e voglia... Era il primo che leccava. Sono contento di essere io il primo. Non si staccava più. Continuò leccandomi l´ombelico, i capezzoli e il petto. Poi mi baciò con quella sua lingua calda. I nostri corpi erano tuttuno. Io tornai all´attacco. Gli leccai il buco del culo con tutta la forza che avevo in corpo, poi lo girai violentemente e tornai sull´uccello. Era enorme e perfetto. La mia bocca lo desiderava ancora. Lo tornai a leccare senza tregua, scappellandolo. Annusando i suoi peli pubici e baciandogli i testicoli. Poi tornai al glande e lo succhiai con forza. Ad un certo punto sentii dei vagiti, lo vidi in estasi. Mi urlò:"Vengoo".
A quel punto tenni il suo meraviglioso uccello in bocca e lo sentii scoppiare nella mia gola. Lo sperma mi inondò la bocca, la gola. Ingoiai tutto... Sembrava non finire mai. Era buona, calda, sapeva di lui...
Rimase stordito sul letto. Poi con un balzo si alzò e mi prese l´uccello in bocca. Succhiava con forza finchè anche io esplosi. Lui non la ingoiò ma si fece venire in faccia. Eravamo esausti. Ci guardammo con complicità. Sapevamo entrambi che questo non era che l´inizio di un percorso....


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