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#intermittenze nude

Quella sera ero un po’ giù, ero stato a cena da Giovanna, un’amica dell’università con cui ero solito studiare quando i tempi degli esami si avvicinavano. Confesso che il motivo principale per il quale passavo ore ed ore con lei era il fatto che Giovanna era molto sexy, non era molto alta, ma aveva un fisico molto eccitante ed una pelle liscia e scura. Io avevo da poco lasciato la mia ragazza e devo dire che non stavo male, ma avevo bisogno di annusare qualcosa di sessuale. Mentre studiavo la guardavo spesso, me la immaginavo fare delle smorfie di dolore e piacere. Aveva anche un fratello, confesso che a volte guardavo più lui di lei. Era molto carino e girava sempre con dei pantaloncini attillati a torso nudo, forse, pensavo, doveva essere un po’ gay. In certi momenti li pensavo tutti e due nudi di fronte a me.
Comunque quel giorno stavo tornando a casa e avevo la mente confusa, mille pensieri a metà mi tormentavano, il caldo ormai era torrido e seppur era tarda sera mi opprimeva ulteriormente i pensieri. Salii le scale di casa pensando che avrei trovato Roberto e Marco, i miei due coinquilini ancora svegli. Almeno lo speravo così mi sarei distratto facendo due chiacchiere. Mentre aprivo la porta di casa mi ricordai che Roberto era partito nel pomeriggio con la sua ragazza per andare al mare da lei. Richiusi la porta dietro di me. Mi avvicinai alla camera di Marco per vedere se c’era. La porta era spalancata, la televisione accesa e le luci spente, Marco era sul letto sdraiato a pancia sotto completamente nudo e dormiva. Mi prese un vortice di eccitamento, il suo corpo era illuminato ad intermittenza dalla TV e la sua pelle prendeva i colori più diversi. Aveva un fisico bellissimo: spalle larghe, praticamente era glabro, la pelle era abbronzata ma non troppo, il suo sedere era liscio e muscoloso, anche quello completamente liscio e levigato.
Sentivo il desiderio corrodermi dentro, quel corpo giaceva lì, a pochi metri da me, nel buio di una casa in cui eravamo solo io e lui. Ma era pur sempre un mio amico, non gli avevo mai confessato le mie fantasie da bisex. Anche perché di solito erano solo fantasie. Ora non sapevo che fare, tremavo perché si sarebbe potuto svegliare da un momento all’altro.
Decisi allora di prendermela comoda. Andai in camera mia, mi spogliai e mi guardai un po’ allo specchio. Ci assomigliavamo molto fisicamente, sarei impazzito a vedere i nostri due corpi strusciarsi. Tornai di la e mi misi di nuovo a guardarlo. Il mio membro si stava vistosamente inturgidendo, il suo corpo sprizzava eccitazione. Quel muoversi cadenzato dovuto al respiro lo rendeva stupendo. Cominciai ad appoggiare il mio pene sullo stipite della porta di Marco. Continuavo a tremare di piacere e di paura. Se si fosse svegliato sarei potuto sprofondare nella vergogna più assoluta.
Comiciai a toccarmi, incurante delle conseguenze, ma comunque attento ad essere silenzioso e pronto a sgusciare via al momento opportuno, nel caso si sarebbe svegliato.
Avevo molte volte spiato il suo fisico mentre si vestiva o si andava a fare la doccia. A volte lui stesso, ignaro dei miei pensieri, si spogliava di fronte a me, mentre chiacchieravamo e lui si doveva vestire per uscire. In quei momenti facevo finta di niente finchè lui mi guardava, poi, appena si girava o si distraeva, gli rubavo il fisico, lo consumavo in quegli istanti brevissimi e intensi. Ora era lì davanti a me e avevo tutto il tempo di gustarmelo. Mi toccavo e lo vedevo nudo e bellissimo sul letto a pancia sotto. Era indifeso, era mio. Ad un certo punto mi prese un’idea malsana. Vicino a me c’era una candela, la presi e cominciai a sollecitarmi l’ano, poi piano piano affondai. Intanto sognavo di stare sdraiato nella penombra insieme a lui.
Continuai lentamente in estasi per dieci minuti. Poi pensai ad una cosa che fin lì non avevo considerato. Perché Marco era nudo? Di solito non dormiva nudo. Allora cominciai a fantasticare che forse si stava masturbando davanti ad uno di quei film porno che scaricava spesso. Me ne aveva passati tanti. Ora però era lui il mio film porno preferito. Immaginavo di sedermi accanto a lui, di cominciare ad accarezzarlo, di mordergli una natica dolcemente, poi di risalire con la lingua lungo la spaccatura, attraversare la schiena ed arrivare al collo. Mi immaginavo di appoggiare il mio cazzo su quello spacco, sempre dolcemente, per poi farlo rimbalzare sulla chiappa. Mi sognavo di appoggiarlo, sempre mentre lui continuava a dormire ignaro, all’anello stretto del suo culo. Pian piano l’avrei affondato dentro e avrei cominciato a pomparlo con delicatezza. Ora ero veramente in estasi. Andai di fronte allo specchio e mi guardai di nuovo, ero bello e completamente eccitato. Il mio membro era duro come il marmo, ben tornito e grosso. Non lunghissimo, ma molto grosso e rotondo. Tornai a fare capolino e decisi di avvicinarmi.
Feci un passo, poi un altro, con la massima cautela. Lo avrei potuto toccare, era bellissimo. Finalmente potevo, gettandomi un po’ con l’equilibrio all’indietro, vedere tutti e due in nostri corpi nello stesso campo visivo. Erano bellissimi, illuminati dalla luce intermittente della TV. Avvicinai il viso al suo corpo, volevo sentire il suo odore. Eccolo, ero bagnato. Mi inginocchiai, continuavo a toccarmi, di colpo Marco si mosse. Fui preso da un attimo di terrore. Mi bloccai. Ma Marco non si era svegliato, si era semplicemente girato su un fianco, proprio verso di me. Ora gli vedevo il petto levigato, gli addominali asciutti, la bocca carnosa. Poi c’era lui, il suo splendido cazzo. Era stupendo, era a riposo. Avvicinai il mio pene alle sue labbra. Era tutto nella fantasia. Sapevo che non avrei mai potuto superare la soglia, ma anche solo l’idea di poter ripensare al fatto che eravamo stati tutti nudi nella stessa stanza uno di fronte all’altro, mi faceva sentire male. Pensare che le sue labbra erano a pochi centimetri da mio cazzo dritto, mi faceva perdere il controllo.
Poi ebbi un attimo di paura. Mi allontanai e mi rimisi dietro la porta a fare capolino. Aveva una gamba leggermente piegata, stava su un fianco, e la gamba sotto era stesa. Lo vedevo a 360 gradi, bastava che mi spostassi poco per vedere o il suo culo o il suo pisello. Continuai a toccarmi, ripresi la candela e la affondai con veemenza nel mio sedere, poi cominciai a fare su e giù con entrambe le mani, sia di davanti che di dietro. Ma non venni.
Non ero sazio. Presi allora la macchina da presa digitale che avevo in camera e filmai Marco, aspettando che si girasse, cercando ogni dettaglio, ogni suo movimento. Cominciai a girargli intorno, ad avvicinare il mio corpo al suo riprendendomi anche io. Sistemai poi la videocamera sul mobiletto di camera sua e accortamente mi mossi nei pressi del letto di Marco. Infine cominciai a toccarmi, guardando Marco e la telecamera. Soprattutto ad eccitarmi era l’idea di rivedere il filmato, e magari di metterlo su internet.
Ad un certo punto, il tutto era durato pochi minuti, ripresi la telecamera e andai via.
Ora non sapevo che fare. Pensai che se fossi andato a dormire senza dire niente a Marco, lui il giorno dopo si arebbe insospettito e avrebbe pensato che io sarei potuto rimanere a vederlo nudo sul letto. Mi ripetevo che a dettarmi questa angoscia era la coscienza sporca, non la reale valutazione delle possibilità. Ma decisi di risolvere il problema in un altro modo, che, dopo tutto, mi eccitava molto. Avrei finto di entrare in casa in quel momento e l’avrei svegliato dicendogli che era nudo e che forse era meglio che si rivestisse. L’avrei detto con fare simpatico, da amico che prende per il culo un altro amico. Magari facendolo sentire un po’ perverso o esibizionista.
Dopo essermi rivestito sbattei la porta da dentro casa, mi avvicinai alla camera di Marco e urlai:
- A Ma’…oh, Marco..
- ….Chi è?!…ah, sei tu Frà…
- Aoh, ma che stai a fa tutto nudo sul letto?…eh.. bella gnocca…

Lo dissi ridendo, non avrebbe mai capito che lo dicevo sul serio.

- …ehm, bo, mi sono addormentato, che ne so…ah, mi sono fatto la doccia..si vede che poi mi sono addormentato

Fece un sorriso ed un gesto per coprirsi, in cerca di un pezzo di lenzuolo che non trovò.


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