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1~LO ZIO TOBIA

Una storia portata dal vento..

CHI E´ LO ZIO TOBIA? -Non sei il primo che se lo chiede e sicuramente no sarai nemmeno l´ultimo. Io stesso non lo saprei dire con certezza; di zio Tobia qui si preferisce non parlarne! Lui può essere chiunque, è un anima dai mille volti; il solo suo sguardo può penetrare nel tuo "io" più profondo, scovandone i segreti, cogliendone anche la più piccola emozione.
Vive isolato nella sua capanna in cima alla collina, ma capita a volte che qualcuno lo incontri la notte col suo impermeabile nero e l´immancabile bottiglia di whiskey. Vaga come uno spettro per le strade deserte del villaggio, si muove a fatica trascinandosi dietro la sua gamba zoppa.
VICOLO STRETTO -Un giorno lo ho incontrato anchio. Erano pressapoco le tre di notte; la via era illuminata da qualche lume posto agli angoli delle case,così riuscii a vederlo. Sembrava molto ubriaco, barcollava tanto da andare da una parte all´altra del vicolo.
Le distanze tra di noi si riducevano passo dopo passo, e il suo viso mi appariva sempre più chiaro.. era solcato da profonde rughe, scavate dal inesorabile scorrere del tempo. Era strano; aveva un viso così duro da poterti togliere il fiato, non trapelava niente, nessun sentimento, nessuna emozione.
I suoi occhi sembravano di ghiaccio, e quando i nostri sguardi si incrociarono sentii come un brivido percorrere tutto il mio corpo; stavo morendo di paura, avrei voluto scappare! Mi fissava come se già sapesse tutto di me. Mentre mi passava accanto lo vidi bere l´ultimo goccio di whiskey; poi all´improvviso sparì, mi voltai ma lui non cera più, la strada era deserta...
IL RITORNO DI ZIO TOBIA -Prima di adesso non ho mai raccontato questa storia. Quella sera andai dritto a casa senza più voltarmi in dietro; avevo paura. Paura di incrociare ancora il suo sguardo. Per un bel pezzo non sentii più parlare di lui; i giorni al villaggio passavano tranquilli, io ripresi la solita vita di sempre.
Una notte però all´improvviso persi il controllo del mio corpo, ero come una marionetta che si muoveva per il volere di un´altro. Le mie gambe iniziarono da sole a camminare verso la collina; cercai di resistergli ma non cera niente da fare, anche le mie grida di aiuto non servirono a niente. Arrivai fino alla capanna di zio Tobia; la porta si spalancò davanti ai miei occhi, e nonostante io mi opponessi con tutte le mie forze non riuscii a resistere.
Lui era li vicino al camino, mi stata aspettando. Mentre la porta si richiuse alle mie spalle tornai ad avere il controllo del mio corpo. Mi chiedevo cosa avrebbe potuto volere da me...
e questo lo lascio decidere a voi. Continua tu adesso, scrivi quello che vuoi, quello che ti passa per la testa, il finale più bello lo inserisco nella storia. Se non ti va di scrivere puoi sempre leggere le altre storie o i finali scritti dagli altri.
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